Salario, referendum ed ombre cinesi

“Qualsiasi parlamentare, opinionista o sindacalista, per discutere con un minimo di onestà intellettuale sulla questione “salari”, dovrebbe rispondere alla seguente domanda: “Per quale ragione, se in Italia ci sono retribuzioni ai limiti della sopravvivenza da almeno trent’anni, in tutto questo periodo si è verificato il più pesante esodo di imprese verso l’estero, mentre l’ingresso di aziende straniere è sempre stato limitato, sofferto, saltuario e spesso incentivato da contribuzione pubblica”. Si apre così questo articolo a firma di Giorgio Oldoini pubblicato su Blitz Quotidiano. L’8 e 9 giugno di terranno i referendum, che ovviamente stanno dividendo la sinistra. Nel Partito Democratico arriva una prima resa dei conti. “Politici e sindacalisti italiani secondo i quali l’aumento dei redditi dei lavoratori incrementerà la domanda interna, dovrebbero considerare che il potere d’acquisto sarà indirizzato per almeno i due terzi verso prodotti esteri, dal momento che i beni più richiesti in Italia sono importati e costano meno”.

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