La Guerra italiana: 2.131 morti in due anni, donne e uomini caduti sul lavoro.
Nel 2024 le morti bianche sono state 1.090. La Lombardia è la Regione con più vittime, seguita dalla Campania, dal Lazio e dall’Emilia-Romagna.
Nel 2023 le morti sul lavoro sono state invece 1.041.
Martedì 25 marzo 2025, 3 morti in poche ore.
Ma la politica dov’é?
Vajont, dipendente 22enne muore trafitto da una scheggia. A Sant’Antonio Abate un operaio resta incastrato nel nastro trasportatore e perde la vita. Orvieto, 38enne investito mentre lavorava in autostrada
Schlein: “Tre morti in poche ore, è strage sul lavoro. Non è più possibile parlare di incidenti”
I dazi in Italia, il Presidente Mattarella dice quel che la Meloni tace.
Dazi, Mattarella: “Danni all’Italia da protezionismi immotivati”. Giorgetti: “Armi economiche per influenzare le alleanze politiche”
Perché le regioni del Sud Italia sono più esposte ai dazi di Trump
I dazi USA, frenata di Trump e bazooka di Mattarella. Ma non sono l’unica incognita
Lollobrigida: “I dazi rischierebbero di incrinare l’alleanza con gli Stati Uniti”
Forte calo delle esportazioni italiane verso gli Stati Uniti in febbraio (- 9,7%)
Manifesto di Ventotene, e la polemica continua.
Meloni: “Insultata dalla sinistra su Ventotene”. Poi critica Scalfari: “Negli editoriali difendeva l’oligarchia”
Manifesto di Ventotene, Fratoianni: “All’epoca noi saremo stati con chi era al confino e la Meloni probabilmente con chi li aveva confinati”
“Nostalgica, basta una parola a scatenarli: in Parlamento come in una riunione di condominio, lite continua”
Parlamento italiano ieri e oggi, nulla sembra cambiato dalle fantacronache di Guareschi sul Candido nel 1960
Meloni vada a lezione da Enrico IV: non c’è pollo nella pentola, gli italiani non si sfamano con Ventotene”
Sondaggi politici: Fratelli d’Italia 29,7 (-0,3) Partito Democratico 22,4 (-0,3) Movimento 5 Stelle 12,2 (=) Forza Italia 9,3 (+0,2) Lega 8,4 (+0,4) Verdi e Sinistra 6,2 (-0,1) Azione 3,6 (+0,1) Italia Viva 2,4 (+0,2) +Europa 1,8 (-0,1) Noi Moderati 1,0 (-0,1).
La scuola del Ministro Valditara ha perso l’asterisco e la schwa, ma intanto crescono gli studenti senza competenze.
Il ministro Valditara vieta asterischi e schwa: “Introducono elementi di ambiguità. Nelle comunicazioni serve rispetto per l’italiano”
L’allarme di Valditara: “Tra gli studenti il 43,5% non ha competenze minime in italiano”
Matteo Salvini e JD Vance si sentono al telefono, prove di dialogo tra i due Vicepresidenti.
Salvini e Vance si sentono al telefono: «Presto il vicepremier negli Usa»
Le inquietudini del Governo Meloni, Salvini il guastafeste.
“Salvini cerca la resurrezione dal Papeete e mette la Meloni (e l’Italia) nei guai”
Salvini: “Nessuna guerra tra me e Meloni sul rapporto con gli Stati Uniti. Retroscena inesistenti e surreali”
Vertice a Chigi sull’Ucraina dopo lo scontro Lega-Tajani. ‘Serve l’Onu per la tregua. Soldati italiani? No, Caschi Blu’
Elly Schlein: “Lega e Forza Italia continuano a litigare. Il governo è ormai allo sbando”
Campi Flegrei, paura e tensioni.
Tensioni a Bagnoli: il corteo dei comitati dei Campi Flegrei bloccato dalla polizia. Lanciate anche uova
Corte Costituzionale, sentenza storica che potrebbe aprire un varco.
Anche i single possono adottare minori stranieri in situazione di abbandono
Dare ai figli solo il cognome della madre: la proposta di Franceschini (Pd). “Risarcimento per ingiustizia secolare”
Centri in Albania, se ne torna a parlare.
Cosa sono i Centri di Permanenza per il Rimpatrio che Piantedosi vorrebbe far aprire in Albania
Papa Francesco è stato dimesso, le parole del medico che l’ha curato.
“Papa Francesco poteva morire, le persone intorno a lui piangevano ma lui non ha mollato”
La politica che non da il buon esempio.
L’audio di Donzelli di Fratelli d’Italia che dà del “pezzo di me**a” a Giacomo Salvini del Fatto Quotidiano
Prodi e la reazione contro la giornalista di Quarta Repubblica, il nuovo video
Gribaudo: “Il maschilismo nel Partito Democratico purtroppo non è scomparso: è vivo e lotta in mezzo a noi. Prodi? Il suo gesto mi ha stupito”
Quer pasticciaccio brutto degli acconti Irpef.
Caso Almasri, e la mozione di sfiducia contro il Ministro Nordio.
Nordio alla Camera: “Almasri? Attacchi arrivano per evitare la riforma Giustizia”. Schlein: “Dov’è la premier? Perché fugge?”. Bonelli: “Ha coperto un boia”
La Camera boccia la sfiducia a Nordio. Il ministro contro l’opposizione: “Ricorda l’inquisizione”
L’Europa prepara la ‘coalizione dei volenterosi’, per difendere l’Ucraina: ma saranno veramente tutti volenterosi?
Summit ‘volenterosi’, Macron: “Obiettivo pace con la forza. Manca l’unanimità sull’invio di peacekeeper”
Berlino contro i dazi: “Serve fermezza”. L’Europa reagisce: “Risponderemo”
Macron: “Mosca finge di negoziare, le sanzioni restano”. Meloni conferma: “No militari a Kiev”
La Cina potrebbe unirsi alla coalizione dei volenterosi che manterranno la pace in Ucraina
Crosetto: “In Ucraina le truppe saranno dell’Onu, l’Italia potrebbe starci”
“Difesa non significa fare la guerra ma difendere un paese”: per Gasparri è “necessaria una difesa comune europea”
Il Consiglio europeo si riunisce.
Il Consiglio Ue aggira il veto di Orban: “Sostegno incrollabile a Kiev. Pace attraverso la forza”. Mosca: “L’Europa si è trasformata nel partito della guerra”
Ue, difesa e debito: che cosa ha deciso il Consiglio
Crosetto: “Se l’Italia subisse un attacco la metà di quello che ha subito Israele io non sarei in grado di difenderla”
Turchia, opposizione e studenti scendono in piazza per il terzo giorno di fila nonostante i divieti
Trump ed il passo del gambero sui dazi? Intanto però elimina il dipartimento dell’Istruzione.
Trump e la guerra dei dazi: ipotesi misure “light” e rinvio per auto, chip, farmaci. Venezuela nel mirino
Continua il “balletto” di Trump: i dazi in vigore dal 2 aprile potrebbero restringersi
Usa: “Dazi del 25% a chiunque compra petrolio o gas dal Venezuela”
Trump firma per eliminare il dipartimento dell’Istruzione. “Ha deluso tutti, studenti e genitori”
Trump “abolisce” i gas serra, l’Agenzia dell’Ambiente cancella le norme anti-inquinamento. Musk cosa ne pensa?
L’India sui dazi va controcorrente.
L’India spiazza tutti, vuol tagliare i dazi sull’import dagli Usa (23 miliardi) per salvare l’export (66 miliardi)
La dottrina di Putin, un monito per il mondo.
Putin come Stalin, vuole rifare Yalta e disegnare il mondo come vuole lui
I colloqui di pace tra Stati Uniti e Russia: passi in avanti? Pochi.
Usa: “Intesa con Ucraina e Russia per navigazione sicura nel Mar Nero”. Kiev colpisce la Crimea con il nuovo missile
Ucraina, Trump: la Russia potrebbe tirarla per le lunghe
Cosa prevede l’accordo sul cessate il fuoco nel Mar Nero e perché questo sbocco al mare è così importante per Mosca e Kiev
L’accordo di tregua fra Ucraina e Russia traballa nel giro di poche ore
Piano di guerra contro gli Houthi, alla Casa Bianca hanno un problema di alfabetizzazione digitale.
“L’amministrazione Trump mi ha inviato per sbaglio un messaggio con i suoi piani di guerra contro gli Houthi”, il racconto del direttore dell’Atlantic
Europa “parassita” e “meschina”: le parole di Vance e Hegseth rivelano cosa gli Usa di Trump pensano degli alleati Nato
Houthi, The Atlantic pubblica i “piani di attacco”: “Le conseguenze potevano essere catastrofiche”
Trump si schiera con Vance: “Sono d’accordo con lui, gli europei sono dei parassiti”
Finiscono online cellulari, email e password del capo del Pentagono e altri ministri Usa: «Altra falla disastrosa»
Bufera su Erdogan, Trump e Netanyahu. Dilagano le proteste, il tycoon alle prese con il Chatgate
Ultimi rantoli della globalizzazione? Forse si, forse no.
I dazi pesano sulle azioni dell’auto. Stellantis giù di oltre il 6%, General Motors del 7%. Sale Tesla
La Ferrari risponde ai dazi sulle auto: alza i prezzi fino al 10% negli Stati Uniti
TikTok, botta e risposta tra Trump e la Cina. E c’entrano i dazi
Il rischio povertà sempre più vicino anche per chi lavora.
Emergenza stipendi, Istat: più di un occupato su 10 a rischio povertà
Caduta senza fine per Tesla, vendite in Europa giù del 40% a febbraio
Antitrust, istruttoria nei confronti di Rfi e Fs per presunto abuso di posizione dominante
Il progetto del nuovo San Siro, costerà 1,2 miliardi e sarà pronto nel 2031
Nemmeno Biancaneve è al sicuro, guerra alla Principessa cattiva sionista.
La locandina, il consiglio cinematografico: Biancaneve e i sette nani
Biancaneve è pro-Palestina e la Regina cattiva israeliana: polemiche sul film Disney con Gal Gadot
La penna come status symbol: perché i CEO e i leader di oggi scelgono ancora la stilografica
Morti sul lavoro, continua la strage, 3 in un giorno
“Giornata nera per le morti sul lavoro. A Vajont (Pordenone) un ragazzo di 22 anni è morto la notte scorsa in un incidente sul lavoro avvenuto a Maniago. Intorno all’1.30, il giovane stava operando su una macchina per stampaggio di ingranaggi industriali quando una scheggia incandescente lo ha trafitto alla schiena, uccidendolo all’istante. A Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, ieri sera un dipendente di una ditta di smaltimento rifiuti è invece morto dopo essere rimasto incastrato con il braccio e la testa nel nastro trasportatore della linea di lavoro. La vittima si chiama Nicola Sicignano e aveva 50 anni. Nei pressi di Orvieto poi un operaio di 38 anni è morto investito da un mezzo pesante mentre stava lavorando sulla carreggiata nord dell’Autosole”. In questo articolo di Gianluca Pace la cronaca di una drammatica ‘giornata di lavoro’. Per leggere l’articolo cliccare al link qua sotto.
Elly Schlein, morti bianche: “E’ inaccettabile morire di lavoro in questo modo”
“Ventidue, cinquantuno e trentotto anni, a Molino di Campagna, Sant’Antonio Abate e sull’autostrada nei pressi di Orvieto. Tre morti sul lavoro in poche ore. E sono solo gli ultimi tre. Non è più possibile parlare di incidenti di fronte a questa strage senza fine”. Queste le parole della Segretaria del Partito Democratico Elly Schlein in una nota del partito. Una strage quella delle morti bianche che si fa sempre più drammatica. “È inaccettabile morire di lavoro in questo modo: abbiamo da tempo offerto la nostra disponibilità al governo per agire con efficacia ma finora non abbiamo mai avuto riscontro”, prosegue la Segretaria. Su questo problema però è tutta la politica che deve ritrovarsi per dare risposte efficaci. Occorre superare i confini che dividono gli schieramenti e mettere in campo tutti gli sforzi possibili per una politica della sicurezza sul lavoro che interrompa questa strage.
Il Presidente Mattarella contro la guerra commerciale dei dazi
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto sulla guerra commerciale dei dazi. “Nuove nubi sembrano addensarsi all’orizzonte, portatrici di protezionismi immotivati, di chiusura dei mercati dal sapore incomprensibilmente autarchico, che danneggerebbero in modo importante settori di eccellenza come quelli del vino e dell’olio. Produrre per l’autoconsumo ricondurrebbe l’Italia all’agricoltura dei primi anni del Novecento. Legittimamente le associazioni dei produttori esprimono preoccupazione per le sorti dell’export” ha dichiarato il Presidente. L’occasione per le sue dichiarazioni è stata il 44esimo Forum della cultura dell’olio e del vino della Fondazione italiana Sommelier. Mattarella ha poi aggiunto che “misure come quelle che vengono minacciate darebbero, inoltre, ulteriore spinta ai prodotti del cosiddetto ‘italian sounding’, con ulteriori conseguenze per le filiere produttive italiane, non essendo immaginabile che i consumi di altri continenti rinuncino a cuor leggero a rincorrere gusti che hanno imparato ad apprezzare”. Per tutto l’articolo cliccare sul link qua sotto.
Il Mezzogiorno rischia di essere il più penalizzato dalla guerra dei dazi
“In Italia l’introduzione dei dazi voluta dall’amministrazione Trump potrebbe penalizzare in particolare le esportazioni del Mezzogiorno”. Lo si legge in un articolo di Lorenzo Briotto su Blitz Quotidiano. Il tema degli effetti che produrranno i dazi, se mantenuti, impegna molti osservatori economici ed addetti ai lavori. La questione è seria e come si legge in questo articolo il Mezzogiorno rischia di essere il più penalizzato di tutti. “A differenza del resto del Paese, infatti, la quasi totalità delle regioni del Sud presenta una bassa diversificazione dei prodotti venduti nei mercati esteri. Pertanto se dopo l’acciaio, l’alluminio e i loro derivati, gli Usa decidessero di innalzare le barriere commerciali anche ad altri beni, gli effetti negativi per il nostro sistema produttivo potrebbero abbattersi maggiormente nei territori dove la dimensione economica dell’export è fortemente condizionata da pochi settori merceologici”. Per leggere tutto l’articolo cliccare sul link qua sotto.
Dazi Usa, il bazooka di Mattarella
“I dazi del tycoon, il bazooka di Mattarella. Scontro inedito ma forieri di sorprese; ora Trump frena su auto, farmaci e microchip. E il Colle replica: ‘Tariffe inaccettabili, Bruxelles faccia di tutto per contrastarle e per evitarle’. Il capo dello Stato, bazooka in mano, critica duramente la Casa Bianca che tassa le importazioni. Poi facendo appello alla sua saggezza Mattarella continua: ‘Serve interloquire con calma e determinazione ma Bruxelles deve avere decisioni più veloci, deve aggiornarsi”. Enrico Pirondini scrive questo articolo su Blitz Quotidiano. “Mattarella non le manda a dire: ‘I dazi sono pericolosi, sono una sciagura perché ostacolano la moderna libertà di commercio tra i Paesi, alterano il mercato, penalizzano i prodotti di alta qualità. Le barriere doganali di Trump danneggiano l’economia e mettono a rischio la pace”. Se teniamo di conto anche delle dichiarazioni che il Presidente ha fatto contro la Russia, verrebbe da dire che dice quel che la Meloni invece tace. Tutto l’articolo di Pirondini al link qua sotto.
Dazi americani, le parole del Ministro Lollobrigida
La guerra commerciale dei dazi imposta dal Presidente Trump ricadrà soprattutto su Paesi come l’Italia che vendono molte merci negli Stati Uniti. Noi ma anche la Germani. Dopo le prese di posizione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, arrivano adesso anche quelle del Ministro Lollobrigida. Intervistato dalla Stampa di Torino ha dichiarato che i dazi potrebbero incrinare i rapporti tra l’Italia e gli Usa. “Certo, e normale”, ha detto il Ministro dell’Agricoltura, “la storia insegna che quando gli interessi economici sono convergenti, anche le criticità nei rapporti tra Paesi è minore”. Sempre secondo il Ministro “l’Ue è l’unica titolata a trattare su questo fronte e noi sosteniamo pienamente il commissario Maroš Šefčovič, che ora è a Washington per negoziare. Si deve trovare un compromesso virtuoso, perché solo il mercato comune può renderci entrambi più forti”. Per leggere l’articolo di Blitz Quotidiano cliccare al link qua sotto.
Febbraio 2025, l’export made Italy verso gli USA è sceso del 9,7%
La guerra dei dazi, una sciagura dalle conseguenze inimmaginabili, soprattutto per Paesi come il nostro e la Germania che negli Stati Uniti vendono molti prodotti. E forse i primi effetti stanno già producendosi. In questo articolo del Fatto Quotidiano si legge che “le politiche, adottate o annunciate, da Donald Trump iniziano a riverberarsi anche nell’interscambio commerciale tra Italia e Stati Uniti. I dati Istat di febbraio sono eloquenti: l’export di made in Italy verso gli Usa è sceso del 9,7% rispetto all’anno prima mentre la importazioni sono calate del 4,9%. Nonostante l’export sia sceso più dell’import, il saldo rimane ampiamente positivo per l’Italia: il valore dell’esportazione supera di 3,5 miliardi di euro quello delle importazioni”. La tendenza comunque sembrerebbe chiara. I Paesi dell’Unione si affidano al tentativo del Commissario Maroš Šefčovič, volato alla Casa Bianca con l’obiettivo di negoziare. Sarebbe la soluzione ottimale, ma non è semplice.
Meloni: “Ad essere insultata alla Camera sono stata io”
Continua a tenere banco in Italia la polemica sul Manifesto di Ventotene innescata dalle dichiarazioni della Meloni durante la seduta alla Camera dei Deputati. “Nessun insulto alla storia, all’Europa o al manifesto di Ventotene. Giorgia Meloni respinge le accuse e passa al contrattacco dopo le polemiche nate in Aula” si legge in questo articolo di Filippo Limoncelli: “Ad essere insultata alla Camera, da una sinistra che mostra un’anima illiberale e nostalgica, sono stata io: sono rimasta sconvolta”, ha poi affermato. Dichiarazioni quest’ultime che non tendono sicuramente la mano ma che anzi alzano ulteriormente il livello dello scontro tra le parti politiche. Alla Camera dei Deputati, ricordiamolo, si stava discutendo il piano di riarmo dell’Europa in prospettiva del Consiglio europeo che si è poi tenuto a Bruxelles. Una dialettica, quella tra le forze politiche, che fino alle dichiarazioni della Meloni si era determinata soprattutto sulle divisioni interne ai vari schieramenti.
Fratoianni su Meloni: “Noi saremo stati con chi era al confino, e lei probabilmente con chi li aveva confinati”
La sinistra italiana, in questo caso l’Onorevole Fratoianni, si fa sentire a seguito della polemica innescata dalla Meloni sul Manifesto di Ventotene. “Perché all’epoca”, dice Fratoianni, “noi saremo stati con chi era al confino e lei probabilmente con chi li aveva confinati”. Sempre Fratoianni ha poi aggiunto che “evidentemente Giorgia Meloni ha un problema piuttosto serio come tuti quelli che sostengono il piano di riarmo della Bomber Leyen: cioè spiegare agli elettori, qualunque sia la loro fede politica, che è giusto spendere 800 miliardi per nuove armi mentre non abbiamo gli ospedali e non si riesce a sostituire le vecchie tac, mentre i lavoratori hanno salari da fame, mente le politiche industriali languono. Di fronte a tutto questo, mi pare evidentissimo che le priorità siano altre e forse qualche difficoltà ce l’ha Giorgia Meloni”. Per leggere tutto l’articolo su questo tema pubblicato in Blitz Quotidiano cliccare nel link qua sotto.
“La politica non sta offrendo un bello spettacolo”
Le parole della Meloni su Ventotene hanno alzato un polverone che non tende a diminuire. La polemica si è trasformata in uno scontro durissimo alla Camera. In questo articolo apparso su Blitz Quotidiano, Bruno Tucci riflette su come la politica si confronta oggi nei luoghi delle istituzioni. Tucci afferma che “la politica non sta offrendo un bello spettacolo. Si può essere maggioranza o opposizione, ma quel che è successo l’altra mattina in un’aula di Montecitorio non si può definire altrimenti ‘Vergognoso’. Secondo Tucci “non è solo l’insulto che il deputato Federico Fornaro ha rivolto alla premier invitandola pure ad inginocchiarsi, è il palcoscenico e quel che è avvenuto là dentro ad essere deprecabile lasciando stupefatta una platea (cioè noi) che non poteva quasi credere ai suoi occhi. Quale credibilità può avere un consesso che non sa discutere pur avendo opinioni completamente opposte? Nemmeno in una riunione di condominio si arriva a tanto”.
Parlamento italiano, a confronto con quello raccontato sul settimanale Candido nel 1960
“Parlamento italiano ieri e oggi, nulla è cambiato a voler credere alle fantacronache pubblicate sul settimanale Candido da Giovanni Guareschi nel 1960” scrive Marco Benedetto in questo articolo su Blitz Quotidiano. “Guareschi è stato un bravo e molto creativo giornalista italiano, inventore dei personaggi Don Camillo e Peppone, il parroco contro il sindaco comunista, che hanno divertito generazioni di italiani dei libri e nei film di cui erano protagonisti. Antifascista, anticomunista, monarchico, fu uno dei pochi giornalisti italiani a finire in carcere dopo il 1945, per diffamazione. A mandarcelo furono due padri della repubblica e colonne della libertà, Alcide De Gasperi e Luigi Einaudi”. Nell’articolo Marco Benedetto riporta alcuni passi dalla fantacronaca parlamentare relativa al 5 luglio 1960 tratta dal volume “Mondo Candido” in cui l’editore Rizzoli ha raccolto articoli usciti sul settimanale fra il 1958 e il 1960. Per leggere tutto l’articolo cliccare al link qua sotto.
La Meloni tra Ventotene ed Enrico IV
“Probabilmente è soltanto un sogno quello della sinistra: veder cadere quanto prima il governo di Giorgia Meloni”, scrive Bruno Tucci su Blitz Quotidiano, “perché se l’esecutivo ha ancora forza e non teme crisi, deve ringraziare soprattutto una minoranza che non ha unità e in molti casi, non sa che pesci prendere. Le divisioni del PD sono evidenti, non c’è bisogno di interrogare i sondaggi. Esistono almeno dieci correnti che la pensano in modo diverso”. Tucci prosegue scrivendo “che non si tratta di personaggi minori in cerca di pubblicità. Il primo a dire che così non si può sperare di battere il governo è proprio lui, Romano Prodi, l’umo dell’Ulivo”. Ma nel suo articolo c’è anche spazio per i dolori la maggioranza: “nemmeno nell’alleanza che fa capo a Giorgia Meloni si respira un’aria tranquilla: non mancano i distinguo, i si e i no, in specie quando si tratta di problemi che non possono essere rimandati”.
Il Ministro Valditara vieta l’uso di asterisco e schwa
Prima o poi il Ministro Valditara l’avrebbe fatto. In questo articolo apparso su Blitz Quotidiano si legge che “il Ministro dell’Istruzione e del Merito ha inviato una circolare a tutte le scuole per ribadire l’importanza di rispettare le regole grammaticali italiane nelle comunicazioni ufficiali e per vietare l’uso di segni grafici non convenzionali come l’asterico e lo schwa, in quanto non conformi alle norme linguistiche”. Ovviamente la questione è molto più complessa, perché riguarda soprattutto l’utilizzo dello schwa, preposto come opzione per indicare una desinenza neutra delle parole che eviti di specificare il genere sessuale dei referenti. Con il tempo questo simbolo è diventato ‘simbolo’ di inclusività. “Il Ministro”, si legge, “sottolinea che l’Accademia della Crusca ha, infatti, più volte evidenziato che tali pratiche non sono grammaticalmente corrette e che il loro impiego, specialmente nei documenti ufficiali, ostacola la leggibilità e l’accessibilità dei testi”.
Un italiano su 5 sa chi era Giuseppe Mazzini
L’ultimo rapporto Censis sui livelli di preparazione media degli adulti e degli studenti alle scuole superiori mostra dati preoccupanti. Lo si legge in questo articolo del Fatto Quotidiano. “Secondo il report il 35% degli adulti non comprende testi complessi e riesce a leggere solo testi molto brevi e molto semplici e solo il 5% raggiunge livelli adeguati di comprensione della scrittura, fa sapere Valditara che elenca anche gli altri dati. Tra gli studenti delle superiori la situazione non migliora affatto: il 43,5% non raggiunge competenze minime in italiano e il 47,5% in matematica. Un italiano su cinque non sa chi fosse Giuseppe Mazzini”. Dati che ovviamente preoccupano. Valditara ha dichiarato che “negli ultimi decenni si sono affermate tendenze pedagogiche e culturali che sono, a nostro avviso, all’origine del decadimento di alcune conoscenze”. Per leggere tutto l’articolo del Fatto Quotidiano, cliccare al link qua sotto.
Salvini e Vance, la telefonata che infiamma il Governo Meloni
Altra polemica all’interno del Governo di Giorgia Meloni. Questa volta lo scontro riguarda i due Vice Presidenti del Consiglio, Tajani e Salvini. Il motivo del contendere riguarda la telefonata, durata circa quindici minuti, tra Salvini ed il suo omologo, Vice Presidente Usa, Vince. Salvini sostiene che tra i due si sia parlato di questioni inerenti alle Infrastrutture. In questo articolo del Corriere della Sera si legge che “Salvini ha anticipato la volontà di una missione negli Usa con imprese e investitori”. Un’iniziativa quest’ultima che ha fatto storcere il naso a qualcuno. Soprattutto al Ministro Tajani che non perde occasione per ribadire che la linea estera dell’Italia la fa lui con il Presidente del Consiglio Meloni. Ma è chiaro che Salvini non vuole rimanere fermo a guardare. Salvini vuole battere sul tempo tutti e volare a Washington per primo. Tutto l’articolo al link qua sotto.
“Salvini spesso e volentieri è in disaccordo con la Meloni”
“Matteo Salvini è in cielo, in terra e in mare, proprio ripeteva il ritornello di una canzone assai in voga durante il ventennio. Che cosa vuole, si chiede l’uomo comune? È Vice Presidente del Consigli, Ministro delle Infrastrutture, è stato pure un esponente di spicco durante uno dei due governi di Giuseppe Conte. Che cosa desidera di più? Bisognerebbe chiederlo a lui, ma non avremmo risposta. La verità, forse, è che ancora non è riuscito a digerire il disastro del Papeete, quando il suo partito volava sopra il trenta per cento e ora naviga sotto Forza Italia, ad uno striminzito otto per cento”. A scriverlo è Bruno Tucci in questo suo articolo pubblicato su Blitz Quotidiano. “Così, ogni giorno ne pensa una, -continua Tucci-, ma se fosse per dare una mano alla maggioranza sarebbe un atteggiamento comprensibile. Il fatto è che spesso e volentieri è in disaccordo con la premier”.
Salvini nega la guerra con la Meloni: “Retroscena inesistente e surreale”
Il Ministro Salvini è super attivo. Chiama il suo omologo americano J.D. Vance e scoppia un putiferio di polemiche. Ma lui dice che non è così. “Retroscena inesistente e surreale -ha dichiarato-. Ieri ho parlato al telefono con il VicePresidente americano Vance e ho letto alcuni giornali che parlano di guerra con Meloni: ma siamo su scherzi a parte, non è giornalismo”. Sicuramente sarà come dice lui ma è innegabile che, soprattutto per le reazioni dell’altro VicePresidente del Consiglio Tajani, qualche mal di pancia, il suo attivismo, l’ha prodotto. Adesso si tratterà di capire quanto la Meloni dovrà faticare per rimettere in equilibrio le cose, e se queste divisioni creeranno problemi al suo Governo o alla sua maggioranza. I fatti internazionali stanno stressando i meccanismi della politica. Questo vale per la maggioranza ma anche per l’opposizione. I rispettivi leaders dovranno adoperarsi per evitare danni irreparabili.
Nessun vertice nella maggioranza per ricomporre la frattura tra Forza Italia e la Lega
Nel Governo e nella maggioranza non tutto fila nel verso giusto. Ma “non ci sarà nessun vertice di maggioranza per ricomporre la frattura tra Forza Italia e la Lega” si legge in questo articolo del Fatto Quotidiano. “Nel day after dello scontro a distanza tra Antonio Tajani e Matteo Salvini, -continua il Fatto- si è aperta la corsa a minimizzare il botta e risposta che ha esposto il Governo alle critiche dell’opposizione”. Tattica che Salvini ha portato avanti anche in un video nel quale sostiene che tutto va bene e che la notizia di una guerra tra lui e Meloni è solo un “retroscena inesiste e surreale”. In verità però la polemica, almeno con Tajani, è stata dura. Il segretario di Forza Italia e VicePresidente del Consiglio ha utilizzato parole forti: ‘partito quaquaraquà’. La Ceccardi della Lega avrebbe risposto dicendo che ‘sono affermazioni irricevibili’. Per leggere tutto l’articolo del FQ cliccare sul link qua sotto.
Vertice a Palazzo Chigi tra la Presidente del Consiglio, Salvini, Tajani e Crosetto
Alta tensione tra il Ministro Salvini della Lega ed il Ministro Tajani di Forza Italia. La Presidente del Consiglio convoca una riunione a quattro, lei, i due litiganti ed il Ministro Crosetto. Il tema del chiarimento a Palazzo Chigi ovviamente è la guerra in Ucraina ed i vari equilibri interni al Governo e alla coalizione, ma anche lo scenario internazionale che si fa ad ogni giorno sempre più complicato. “Un’ora per ribadire il fermo posizionamento atlantista e la necessità che in Ucraina si torni a valorizzare il ruolo delle Nazioni Unite per giungere a un cessate il fuoco” si legge in questo articolo sul Fatto Quotidiano. Il Governo tenta in questo modo di riallineare la maggioranza su un dossier molto delicato come quello dell’Ucraina. La Meloni cerca di rimanere in equilibrio su tutto e con tutti, cercando di non mostrare il fianco debole all’opposizione, che a sua volta è divisa al proprio interno.
Elly Schlein attacca il Governo
Se la maggioranza non è in salute, l’opposizione non sta meglio. Tuttavia, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, riesce a guardare nel campo avverso e lanciare l’attacco. “Ormai – tuona la segretaria – siamo alla guerriglia quotidiana dentro la maggioranza di governo”, si legge in questo articolo di Gianluca Pace, “Lega e Forza Italia continuano a litigare sulla politica estera mentre Giorgia Meloni non riesce a prendere una posizione chiara”. Una posizione quella della Segretaria che cerca in qualche modo di ricompattare il Partito Democratico dopo le divisioni del voto al Parlamento europeo. La politica estera dunque diventa il lato debole del Governo, ma la Schlein va oltre, e cerca di colpire su tutto: “un Governo che non ha saputo dare risposte nemmeno sul fronte interno, – prosegue –, sulla sanità pubblica ad esempio, che Giorgia Meloni continua a mortificare tagliandola progressivamente”. Al link qua sotto, l’articolo per intero.
Tensioni a Bagnoli: comitati di cittadini dei Campi Flegrei in corteo
L’instabilità dei Campi Flegrei fa molta paura. Le recenti scosse di terremoto hanno confermato che il suolo si sta alzando ad una velocità maggiore rispetto al passato. Questo fenomeno produce sciami sismici che non si possono prevedere. Ad alto rischio ci sono più di 100.000 persone. Nei giorni passati un gruppo di manifestanti “hanno attraversato le vie del quartiere napoletano di Bagnoli per dirigersi verso ‘Città della Scienza’ dove era previsto, alla presenza dei Ministri Salvini, Piantedosi e Valditara, un convegno precongressuale della Lega su sicurezza e legalità” si legge sul Fatto Quotidiano. “Una provocazione per i manifestanti che hanno sfilato con i cuscini in mano per sottolineare il proprio status di sfollati. ‘Ci vengono a parlare di sicurezza- dice un manifestante- mentre qui i cittadini vivono nel terrore delle scosse’. Per leggere tutto l’articolo del Fatto Quotidiano basta cliccare nel link qua sotto.
Anche i single potranno adottare minori stranieri: a stabilirlo la Corte Costituzionale
In Italia anche i single potranno adottare minori stranieri in situazioni di abbandono. A stabilirlo la Corte Costituzionale che si è espressa su un ricorso presentato da una donna di 54 anni, alla quale era stata negata l’adozione. “La sentenza è la n. 33, depositata il 21/03/2025” si legge su Italia Oggi, “con cui la Corte costituzionale ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l’articolo 29-bis, comma 1, della legge numero 184 del 1983, nella parte in cui non include le persone singole fra coloro che possono adottare un minore straniero residente all’estero”. È questa una sentenza di quelle importanti, perché stabilisce un principio che potrebbe fare da apripista. Infatti, se il principio vale per i minori stranieri potrà valere, ad esempio, presumibilmente anche per quelli italiani. La Ministra Roccella ha dichiarato che nonostante la sentenza, l’opzione migliore rimane quella di una famiglia con papà e mamma.
Franceschini (PD), propone di dare ai figli solo il cognome della madre
Franceschini si lancia in un’iniziativa personale che, specifica lui, “non impegna il gruppo”: un disegno di legge per dare ai figli solo il cognome della madre, per “compensare secoli in cui i figli hanno preso il cognome del padre e per correggere un’ingiustizia storica nei confronti delle donne”. Sul Fatto Quotidiano si legge che “l’ex Ministro della Cultura ha illustrato la sua iniziativa nel corso dell’assemblea dei senatori del Partito Democratico, convocata per discutere le proposte di legge già in esame in commissione Giustizia: ‘anziché creare infiniti problemi con la gestione dei doppi cognomi o con la scelta tra quello del padre e quello della madre stabiliamo che dall’entrata in vigore della nuova legge i figli prenderanno solo il cognome della madre’. L’iniziativa di Franceschini è destinata a fare molto rumore. Ma l’ex Segretario è abituato al dibattito delle idee. Al link qua sotto, l’intero articolo.
L’idea del Ministro Piantedosi: Centri di Permanenza per il Rimpatrio in Albania
Si torna a parlare di immigrazione. “Il Ministro degli Interni Matteo Piantedosi vorrebbe trasformare i centri presenti in Albania in Centri di Permanenza per il Rimpatrio”. Ma cosa sono questi Centri di Permanenza? Se lo chiede Lorenzo Briotti in questo articolo pubblicato su Blitz Quotidiano. “Si tratta di strutture che appartengono ai Centri per l’immigrazione insieme a quelle di Prima accoglienza presenti a Lampedusa e nei vari luoghi di primo approdo. Quelle per il rimpatrio sono strutture che hanno lo scopo specifico di ospitare quei cittadini extracomunitari che, una volta entrati in modo irregolare in Italia non abbiano fatto richiesta di protezione internazionale o non ne abbiano i requisiti”. Il tema è destinato a tornare nelle prime file della cronaca politica dei prossimi giorni. Infatti, la Presidente della Commissione Ue ha recentemente dichiarato che l’Unione è pronta ad accelerare sul ‘Patto sulla migrazione’. L’articolo di Lorenzo Briotti al link qua sotto.
Papa Francesco, le parole di Sergio Alfieri, il medico che l’ha curato
Papa Francesco ha rischiato di morire. Intervistato dal Corriere della Sera, il medico che insieme alla sua equipe l’ha curato, Sergio Alfieri, racconta che il momento peggiore è stato quando “eravamo tutti consapevoli che la situazione si era ulteriormente aggravata e c’era il rischio che potesse non farcela”. Sempre nell’intervista del Corriere si legge che “quella sera è stata terribile”, ha raccontato ancora il medico, il Papa “sapeva, come noi, che poteva non superare la notte. Lui ci ha chiesto di dirgli la verità e ha voluto che raccontassimo la verità sulle sue condizioni. Nulla è mai stato modificato oppure omesso”. Un’intervista importante, che rilascia la drammaticità di quei difficili momenti nei quali ha rischiato di morire. Adesso per fortuna il peggio è passato. Papa Francesco è stato dimesso. Dovrà seguire una cura di riabilitazione che durerà due mesi. Per leggere tutto l’articolo, cliccare nel link qua sotto.
L’Onorevole Donzelli di Fratelli d’Italia insulta il giornalista Giacomo Salvini del Fatto Quotidiano
La notizia in se non è di quelle che cambiano gli equilibri del mondo, ma è ugualmente interessante perché ci restituisce l’idea di un clima che si respira nella nostra politica, non propriamente cavalleresco, e di un modo di farla tendente alla mediocrità. Nello specifico si parla dell’Onorevole Giovanni Donzelli dei Fratelli d’Italia, il quale ha insultato il giornalista Giacomo Salvini del Fatto Quotidiano dandogli del “pezzo di me**a”. In questo articolo di Blitz Quotidiano si leggono le frasi complete pronunciate dall’Onorevole, eccole: “Con onestà vi dico che finché c’è questo pezzo di me**a non parlo con i giornalisti. Con affetto”. Probabilmente l’astio di Donzelli deriva dal fatto che Salvini è l’autore del libro “Fratelli di chat”, ovvero le chat dei parlamentari di Fratelli d’Italia che Salvini aveva ottenuto da una sua fonte. Un buon motivo per insultarlo? NO. Per leggere tutto l’articolo cliccare sul link qua sotto.
Romano Prodi tira i capelli alla giornalista di Quarta Repubblica
Se a destra l’Onorevole Donzelli da del “pezzo di me**a” ad un giornalista, non va tanto meglio a sinistra dove Romano Prodi tira i capelli ad una giornalista che gli aveva fatto una domanda. Cartellino rosso per entrambi i casi. Quest’ultima vicenda che ha coinvolto il professore è stata ripresa in un video nel quale la giornalista Lavinia Orefici di Quarta Repubblica pone una domanda al Presidente Prodi che le risponde con parole stizzite ed una tirata di capelli. “La giornalista – si legge in una nota di Rete Quattro – in modo educato, aveva chiesto un commento su un passaggio del Manifesto di Ventotene, sbandierato nelle piazze. ‘Che cavolo di domanda è? Questo è un modo volgare di fare politica’ è stata la risposta di Prodi, dal tono infastidito e sarcastico”. Per fortuna che poi Romano Prodi si è scusato con la giornalista: “non volevo aggredire” ha dichiarato.
Chiara Gribaudo (PD): “Il maschilismo nel PD purtroppo non è scomparso, è vivo e lotta in mezzo a noi”
La polemica nata dalla stiratina di capelli di Romano Prodi alla giornalista di Rete 4 non è ancora finita. “Intervistata dalla Stampa”, si legge su Blitz Quotidiano, “la Vicepresidente del Partito Democratico Chiara Gribaudo spiega che ‘il maschilismo nel Partito Democratico purtroppo non è scomparso: è vivo e lotta in mezzo a noi. Certi atteggiamenti paternalistici – continua – non aiutano: se si vuole essere d’aiuto a chi guida il partito, meglio qualche intervista in meno e qualche consiglio in più in privato’. Secondo la vicepresidente del PD, per esempio, l’ex senatore Luigi Zanda non avrebbe detto a un uomo con qualche anno di più di Schlein che non è proprio per Palazzo Chigi: ‘Penso di no. Ma poi, chi lo decide se un leader è pronto per Palazzo Chigi? Aggiungo che anche lisciare i capelli a una giornalista è un gesto che si sarebbe dovuto evitare”. Parole appuntite, il PD è dentro le sue invincibili divisioni.
Sulla ‘stirata di capelli’, Romano Prodi puntualizza: “Non ho mai inteso aggredire”
Romano Prodi ha dato una stiratina di capelli ad una giornalista di Rete Quattro. La polemica è subito divampata. In una nota è lo stesso Prodi a tornare sulla vicenda. “Il gesto che ho compiuto”, ribadisce Prodi, “appartiene ad una mia gestualità familiare. Mi sono reso conto, vedendo le riprese, di aver trasportato quasi meccanicamente quel gesto in un ambito diverso. Ho commesso un errore e di questo mi dispiaccio. Ma è evidente dalle immagini e dall’audio che non ho mai inteso aggredire, né tanto meno intimidire la giornalista” ha puntualizzato il professore. Ma nonostante le sue parole la polemica va avanti, anche interna al Partito Democratico. È la Vicepresidente del partito, Chiara Gribaudo che parlando del maschilismo ancora presente nel partito, ha detto che “lisciare i capelli a una giornalista è un gesto che si sarebbe dovuto evitare”. Per l’intero articolo cliccare sul link qua sotto.
Il Ministro Tajani risponde a Zingaretti del Partito Democratico
Tra il Ministro Tajani e l’Europarlamentare del Partito Democratico Zingaretti non deve correre buon sangue e come ormai siamo abituati a vedere, il confronto politico trascende. Il questo articolo pubblicato su Blitz Quotidiano viene riportata una dichiarazione del Ministro della Difesa che la dice lunga: “Zingaretti ha detto che devono portarmi via con una ambulanza e portarmi in un ospedale psichiatrico per aver detto questa cosa che mi pare di assoluto buon senso e di tutela dell’interesse dei produttori italiani. Ma state tranquilli, sono sano di mente non c’è problema. Forse loro si ricordano quello che facevano in Unione Sovietica, quando uno diceva una cosa che non piaceva lo mondavano nel gulag perché è matto e così risolviamo il problema, ma non è così”. Parole del Ministro che vanno a chiosare una polemica nata con Zingaretti per sue dichiarazioni in merito alla guerra dei dazi imposta dal Governo americano.
Il Governo sbaglia sugli acconti Irpef, ma si corregge e fa marcia indietro
Il Governo fa marcia indietro e “metterà una pezza a quello che a tutti gli effetti è risultato un pasticcio, a proposito degli acconti Irpef. Il ‘paradosso fiscale’ (Sole 24 Ore) per cui la riduzione da quattro a tre delle aliquote Irpef invece di diminuire le tasse si è tradotta in un aumento, almeno in sede di acconto, appunto”. In questo articolo a firma di Amedeo Vinciguerra si legge che il Ministero fa sapere in una nota che “in considerazione dei dubbi interpretativi posti, e al fine di salvaguardare tutti i contribuenti interessati, il governo interverrà anche in via normativa per consentire l’applicazione delle nuove aliquote del 2025 per la determinazione dell’acconto. L’intervento sarà realizzato in tempo utile per evitare ai contribuenti aggravi in termini di dichiarazione e di versamento”. Tutto è bene quel che finisce bene. Per visualizzare tutto l’articolo, cliccare sul link qua sotto.
Il Ministro Nordio si difende alla Camera sul caso Almasri
Sul Caso Almasri la politica torna a scontrarsi. “Alla Camera per replicare alla mozione di sfiducia proposta dall’opposizione dopo il caso Almasri, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha detto che le polemiche sono state molto spesso ‘esasperate nel linguaggio e nei toni, dicendo ad esempio che si vuole favorire la mafia o la delinquenza organizzata. Tutte cose che suonano offensive ed antipatiche. Ho il sospetto che tutti questi attacchi, che arrivano nei modi più sciatti e fasulli, danno la sensazione che si tratti di un attacco programmato per evitare la riforma della separazione delle carriere e il sorteggio per l’elezione del Csm”. Parole del Ministro, che ovviamente hanno infuocato il dibattito, con le opposizioni sul piede di guerra. “Lei ha mentito a quest’Aula, ed è per questo che secondo noi deve dimettersi” gli ha risposto Maria Elena Boschi. Per accedere a tutto l’articolo di Blitz Quotidiano, cliccare sul link qua sotto.
Caso Almasri, bocciata la mozione di sfiducia dell’opposizione contro il Ministro Nordio
Caso Almasri. La Camera boccia la sfiducia al Ministro Nordio. L’opposizione non trova l’unità nemmeno su questa iniziativa. Azione, il partito guidato da Carlo Calenda, si tira fuori: pur condividendone il contenuto ha ritenuto opportuno non esserci perché contrario all’utilizzo della sfiducia. Comunque, la maggioranza c’era tutta ed ha fatto quadrato attorno al Ministro della Giustizia, voti favorevoli alla sfiducia 119, voti contrari 215, la mozione è respinta, tutto rimane come prima e per Nordio scampato pericolo, anche se era già tutto previsto. Poca storia su questa mozione presentata dall’opposizione. Probabilmente il Governo avrebbe fatto meglio ad anteporre fin dall’inizio il vincolo del segreto di Stato su questo caso. Per l’opposizione invece, anche questa volta i dubbi su uno strumento, la mozione di sfiducia, che per l’ennesima volta è servito veramente a poco, salvo a dimostrare, se ce ne fosse bisogno, che l’unità è un obiettivo difficile da raggiungere.
Summit dei ‘volenterosi’ a Parigi, Zelenski: “Molte domande e poche risposte”
Vanno avanti le operazioni dei ‘volenterosi’, cioè quel gruppo variabile di Paesi disponibili ad aiutare l’Ucraina. Questa volta si sono riuniti a Parigi per un summit dove se ne sono dette tante. Una cosa è certa, si va avanti con le sanzioni alla Russia, a differenza degli Usa che invece sembrerebbero almeno disponibili a ragionare su un eventuale passo indietro. Il Presidente Zelensky, presente ai lavori, ha dichiarato che ci sono state “molte domande e poche risposte”, una puntualizzazione polemica verso i ‘volenterosi’ che da il senso anche dello smarrimento nel quale si trovano i leaders europei. La Meloni dalla sua prospettiva ribadisce il NO ai soldati italiani in Ucraina ed apre alla possibilità di invitare gli Stati Uniti al prossimo summit dei ‘volenterosi’. “Forze di rassicurazione europee in caso di pace” invece la posizione espressa dal Presidente francese Macron. L’Europa tenta di trovare la sua posizione.
La Germania chiede fermezza alla Ue contro di dazi americani
In Germania hanno modificato la Costituzione per poter sfidare il debito di bilancio. Sono in crisi anche loro, il fiato sul collo di AfD. Nei confronti degli Stati Uniti sono quelli che insieme all’Italia rischiano di più, perché molti dei loro prodotti, come i nostri, vanno negli Usa. L’esposizione economica che hanno non è banale. L’avanzo commerciale con gli Stati Uniti è arrivato nel 2024 a 70 miliardi di euro. “Per il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck l’Ue deve rispondere con fermezza e anche la vice presidente della Commissione Ue per la transizione giusta, Teresa Ribera, parla di ‘pessime notizie’. ‘Ci dispiace – ha detto arrivando al Consiglio Ue Ambiente a Bruxelles – che l’amministrazione americana stia giocando contro il buon funzionamento del marcato globale. Dobbiamo capire in quali termini esattamente vogliono metterli in atto ma siate certi che risponderemo di conseguenza”. Linea dura.
Macron annuncia ‘una forza di rassicurazione’ composta da diversi Paesi europei
‘Una forza di rassicurazione’ è la nuova formula che il gruppo dei volenterosi utilizzeranno per la loro politica in Ucraina. Su Repubblica si legge che “dopo il vertice della coalizione dei volenterosi, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato la decisione di creare ‘una forza di rassicurazione’ composta da ‘diversi Paesi europei’ nel caso di raggiungimento della pace in Ucraina che avranno base ‘in alcuni luoghi strategici’. Tali forze ‘avranno un carattere di dissuasione nei confronti di una potenziale aggressione russa’, ha aggiunto. Tuttavia ‘non saranno destinate ad essere forze di mantenimento della pace, non saranno forze presenti sulla linea di contatto né destinate a sostituirsi all’esercito ucraino’ ha spiegato”. Parole pesate con il bilancino ma non potrebbe essere altrimenti, soprattutto in questa fase. Macron ha poi detto che “una delegazione militare franco-britannica sarà inviata in Ucraina per lavorare con le forze armate ucraine ‘per pianificare il loro futuro’.
‘La coalizione dei volenterosi’ potrebbe comprendere anche la Cina
L’hanno chiamata la “coalizione dei volenterosi” ed è composta da quelli Stati membri dell’Unione europea, e non solo, disponibili a difendere l’Ucraina e a partecipare ai processo di pace. Detto questo, la notizia è che la Cina “starebbe valutando l’ipotesi di unirsi alla coalizione dei volenterosi a sostegno dell’Ucraina in vista di una potenziale missione di mantenimento della pace. Lo rivela Welt am Sonntag, l’edizione domenicale del quotidiano tedesco Die Welt”. Una notizia che se confermata avrebbe con se un peso politico di non poco conto. Sulla scacchiera internazionale, qualora la Cina facesse questa mossa, sposterebbe inevitabilmente certi equilibri, soprattutto quello con la Russia, l’altro grande Impero coinvolto insieme all’America. Quanto sia plausibile questa prospettiva ad oggi non è dato saperlo. “Seppur la questione sia delicata, l’inclusione della Cina potrebbe aumentare la possibilità che Mosca accetti la presenza di truppe di peacekeeping”. Tutto l’articolo uscito su Blitz Quotidiano è consultabile al link qua sotto.
Il Ministro Crosetto ha dichiarato che in Ucraina “non può essere una missione solo occidentale”
Con un velo di polemica ironia il Ministro Crosetto, intervistato da Repubblica, ha dichiarato: “Sono contento. Dopo solo tre mesi che lo dico in ogni sede hanno preso atto che l’unica soluzione possibile sia l’Onu o comunque una forza multinazionale”. Nell’intervista il Ministro ha poi precisato che “il punto è che non può essere una missione solo occidentale. Credo, però, che l’Onu possa dare un framework, cioè una copertura giuridica. Il che non significa missione Onu in senso stretto, ma anche solo sotto l’egida dell’Onu. Possono apparire sofismi da diplomatici, non lo sono. Ciò detto, le condizioni in cui potrà operare una missione devono essere scritte prima nell’accordo di pace, poi vanno rese operative. È utile discuterne adesso. E si esprimerà il Parlamento”. Perché la Costituzione indica il Parlamento come l’Istituzione ultima per questo tipo di decisioni. Tutto l’articolo è accessibile al link qua sotto.
Gasparri (FI): “La difesa non è per fare guerre, ma per proteggere i cittadini da molteplici minacce”
“Difesa non significa fare la guerra, ma difendere un paese, ed è necessaria una difesa comune europea”, ammonisce il presidente dei senatori di Forza Italia Gasparri. Lo si legge in questo articolo di Marilena D’Elia, pubblicato su Blitz Quotidiano. “Gasparri spiega che ‘gli Stati Uniti hanno una presenza militare storicamente forte in Europa. In passato c’era la minaccia della Russia, poi il comunismo è crollato, ma l’esigenza di difesa è rimasta invariata. Le guerre purtroppo continuano, in Medio Oriente in particolare, e oggi c’è l’aggressione russa all’Ucraina. Noi riteniamo che l’aumento della spesa per la difesa sia giusto: la difesa è un concetto globale. La difesa non è per fare guerre, ma per proteggere i cittadini da molteplici minacce”. Per leggere tutto l’articolo di Marilena D’Elia sulle parole di Gasparri basta cliccare sul link qua sotto.
L’Europa, senza l’Ungheria, sostiene ancora l’Ucraina
L’Europa continua a stare dalla parte dell’Ucraina. Lo ribadisce ancora una volta il Consiglio Ue. In questo articolo di Gianluca Pace su Blitz Quotidiano si legge che “il Consiglio europeo riafferma il suo costante e incrollabile sostegno all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina, nel rispetto dei confini riconosciuti a livello internazionale. Questo impegno viene ribadito nelle conclusioni adottate a 26 sul dossier ucraino, evidenziando la determinazione dell’Unione europea nel sostenere Kiev contro le aggressioni esterne”. Ovviamente si parla di 26 e non 27 Stati perché anche questa volta Orbán ha messo il suo veto e quindi il Consiglio non ha potuto adottare le conclusioni, evidenziando un’ulteriore spaccatura tra l’Ungheria e l’Unione europea. Ma su questo tema l’Ucraina non si sente in difficoltà, anzi. “No” non ci sentiamo isolati, “ci sentiamo molto bene” ha riferito il principale consigliere politico di Orbán a margine del Consiglio europeo.
Le decisioni dell’ultimo Consiglio europeo
Nel contesto internazionale nel quale viviamo, ogni Consiglio europeo diventa importante. Dovremo abituarci a seguire con più attenzione i lavori e le decisioni di questo importante organo europeo. Nell’ultimo che si è tenuto a Bruxelles, si legge nel documento ufficiale, che “facendo seguito alle sue conclusioni del 6 marzo 2025 e alla luce del Libro bianco sul futuro della difesa europea del 19 marzo 2025, il Consiglio europeo chiede un’accelerazione dei lavori su tutti gli aspetti per aumentare in modo decisivo la prontezza dell’Europa in materia di difesa entro i prossimi cinque anni. Invita il Consiglio e i co-legislatori a portare avanti rapidamente i lavori sulle recenti proposte della Commissione. Il Consiglio europeo chiede che l’attuazione delle azioni individuate nelle sue conclusioni del 6 marzo 2025 nel campo delle capacità inizi con urgenza e che si continui a lavorare pertinenti opzioni di finanziamento”. Per approfondire, al link qua sotto l’articolo di Italia Oggi.
Il Ministro della Difesa Crosetto lancia l’allarme
Riarmo, una parola che forse avevamo dimenticato e che adesso è tornata molto di moda. Non è sicuramente una bella notizia, ma gli eventi internazionali obbligano tutti a riutilizzarla. Con molti problemi, contraddizioni, distinguo vari, ed una buona dose di lentezza, l’Europa ha messo in cantiere un primo progetto di riarmo. Si è fatto un gran parlare sul nome utilizzato dalla Presidente della Commissione per questo piano, come se il problema fosse terminologico. “Riarmo” è un termine che non dobbiamo utilizzare hanno detto in molti facendone anche un punto di merito. Poi però è arrivato il Ministro della Difesa Crosetto che, con una dichiarazione, ha riportato il dibattito sulla realtà: “se l’Italia subisse un attacco la metà di quello che ha subito Israele in tre ore, io non sarei in grado di difenderla” ha detto durante un’intervista alla LA7. La politica della realtà che fa a pugni con quella delle parole.
L’ex Sindaco di Istanbul, Imamoglu, sfiderà Erdogan alle presidenziali del 2028
Situazione ad alta tensione in Turchia. Dopo l’arresto del Sindaco di Istanbul, Imamoglu, non tendono a fermarsi le manifestazioni in piazza degli oppositori di Erdongan. Oltre mille arresti in soli cinque giorni. In questo articolo di Italia Oggi si legge che “Imamoglu sarà lo sfidante del presidente Recep Tayyip Erdogan alle elezioni presidenziali del 2028. L’ormai ex sindaco di Istanbul, destituito dall’incarico, è stato trasferito nel carcere di Silivri. Per Imamoglu è stato un plebiscito nelle primarie e nelle piazze. Il destituito sindaco è stato l’unico candidato del proprio partito, i repubblicani del Chp, nelle primarie in programma in tutto il Paese. Più di 11 milioni hanno votato. Una prova di solidarietà in un’elezione dall’esito scontato che ha poi avuto un seguito nelle piazze dove l’affluenza è stata massiccia”. Per leggere tutto l’articolo sulla situazione turca pubblicato su Italia Oggi, cliccare al link qua sotto.
Sale la tensione in Turchia, scontri nelle piazze
In Turchia sale la tensione. Non si placano le proteste dopo l’arresto del Sindaco di Istanbul, Imamoglu, capo dell’opposizione al Governo di Erdogan. Nonostante il divieto imposto dal sultano, stanno continuano le manifestazioni in piazza degli studenti. Accanto a loro giovani e molti cittadini comuni. L’arresto del primo cittadino, leader dell’opposizione al regime turco, è stata la spinta decisiva per riportare nelle strade decide di oppositori. Una situazione non semplice che comunque il Governo sta cercando di arginare con fermezza. Per adesso sono 53 gli arresti e innumerevoli i feriti. “Il principale luogo di protesta è stata piazza Saraçhane, situata di fronte all’edifico del comune metropolitano nel distretto di Fatih” si legge sul Fatto Quotidiano. “Il Partito Popolare Repubblicano ha tenuto lì raduni di massa negli ultimi due giorni attirando migliaia di persone”. Per leggere tutto l’articolo del Fatto Quotidiano sulla crisi turca, cliccare sul link qua sotto.
La Casa Bianca potrebbe decidere per i dazi ‘light’
L’indiscrezione arriva da Bloomberg e Wall Street Journal, rilanciata da Repubblica: “a dieci giorni dal fatidico 2 aprile, giorno dell’entrata in vigore dei temuti dazi di Donald Trump contro i suoi principali partner commerciali, Italia compresa, non mancano le sorprese sulle modalità operative delle nuove tariffe. Una, in particolare, piace ai mercati, soprattutto Wall Street paralizzata nelle scorse sedute dalle incognite per la guerra commerciale. Si fa avanti l’ipotesi di dazi ‘light’, la Casa Bianca dovrebbe rimandare l’applicazione di una serie di tariffe specifiche per alcuni settori industriali. L’indiscrezione è una buona notizia soprattutto per i produttori di auto e semiconduttori, e le aziende farmaceutiche”. Vedremo come andrà a finire, ma di sicuro qualcosa si muove. Nello stesso articolo di Repubblica si legge infatti che il Commissario Ue Sefcovic vola a Washington, probabilmente per trattare. Tutto l’articolo al link qua sotto.
La Casa Bianca contro i ‘dirty 15’, le nazioni con squilibri commerciali con gli USA: nel gruppo anche la Ue
Anche il Fatto Quotidiano riprende l’indiscrezione di Bloomberg e Wall Street Journal sulla possibilità che la Casa Bianca decida per dazi ‘light’. “L’amministrazione”, si legge in questo articolo, “si sta concentrando sull’applicazione di tariffe a circa il 15% delle nazioni con squilibri commerciali persistenti con gli Stati Uniti, quello che viene chiamato un ‘dirty 15’, come ha detto il segretario al tesoro Scott Bessent la scorsa settimana. Tra gli ‘sporchi 15’ ci siamo pure noi, intesi come Unione europea. Con l’Ue, gli Stati Uniti hanno infatti un disavanzo commerciale di circa 230 miliardi di dollari, secondo soltanto a quello con la Cina, che supera i 300 miliardi. Gli altri 13 sono Messico, Vietnam, Taiwa, Giappone, Corea del Sud, Canada, India, Thailandia, Svizzera, Malaysia, Indonesia, Cambogia e Sud Africa. Più nello specifico, la sola Italia ha un saldo positivo tra esportazioni ed importazioni dagli Usa di quasi 35 miliardi”. Tutto l’articolo al link qua sotto.
Dazi Usa: se compri gas o petrolio dal Venezuela pagherai tariffe al 25% per il commercio con gli Stati Uniti
Trump è un fiume in piena. “Ha annunciato sulla sua piattaforma Truth una ‘tariffa secondaria’ su Caracas, in base alla quale ‘qualsiasi Paese che acquisti petrolio e/o gas dal Venezuela sarà costretto a pagare una tariffa del 25% agli Stati Uniti su qualsiasi commercio che faccia con il nostro Paese’ -si legge in questo articolo sul Fatto Quotidiano. Una nuova operazione di ‘stratificazione commerciale’ potremmo definirla, secondo la quale, in soldoni, si dice che se compri dal Venezuela ti costerà di più commerciare con gli Usa. Un esempio? Mettiamo che il Paese X decida ci comprare petrolio dal Venezuela: quando poi, quel Paese X andrà vendere il suo formaggio negli USA dovrà pagare una tariffa del 25%. Sempre nel medesimo articolo del Fatto Quotidiano, si legge che il “Venezuela è il primo paese al mondo per riserve di petrolio (molte però sottomarine e non sempre di facile accesso e buona qualità) con oltre 303 miliardi di barili stimati”.
Ordine esecutivo di Trump: eliminato il Dipartimento dell’Istruzione
Trump, un’altra firma pesante, un altro ordine esecutivo. Questa volta il Presidente è andato dritto per l’eliminazione del Dipartimento dell’Istruzione. Ha dichiarato che il Dipartimento “ha deluso tutti, studenti e genitori”. Dalla Casa Bianca sostengono che dal 1979 sono stati spesi oltre tremila miliardi di dollari senza miglioramenti significativi nei risultati degli studenti, basandosi sui punteggi dei test standardizzati. Però, si legge in questo articolo del Fatto Quotidiano, per eliminare il Dipartimento occorrerà un voto favorevole del Senato, cioè 60 voti che i Repubblicani non hanno perché arrivano a 53. Quindi, siccome non verranno in aiuto i voti dei Democratici, l’obiettivo del tycoon è di arrivare alla paralisi del Dipartimento e quindi delle risorse economiche che passano da questi canali. Una sorta di lenta agonia che avrà come risultato quello di proporre un’educazione scolastica che si fonderà sul divario tra Stati, visto che l’autorità passera proprio agli Stati dell’unione.
L’amministrazione Trump inizia a smantellare le politiche ispirate alla protezione ambientale
Il Presidente degli Stati Uniti non crede al cambiamento climatico. Di lui si ricorderanno, tra le altre cose, le pesanti parole da sempre utilizzate contro l’attivista Greta Thunberg. Posizione nota a tutti e non solo da adesso. “E tuttavia”, scrive Amedeo Vinciguerra, “desta scalpore e sgomento lo smantellamento annunciato in questi giorni di tutte le politiche ispirate alla protezione dell’ambiente. L’amministrazione Trump ha impresso una totale marci indietro sui gas serra, una mossa che minaccia di fare a pezzi le fondamenta delle leggi sul clima negli Stati Uniti”. C’è poco da dire, lo si sapeva, perché questa del cambiamento climatico è stata una delle parole chiave della campagna elettorale del tycoon. E quel che si vede adesso non è ancora niente, perché l’Environmental Protection Agency ha dichiarato l’intenzione di voler annullare la storica conclusione di uno studio del governo americano del 2009 secondo cui i gas che riscaldano il pianeta rappresentano una minaccia per la salute umana.
L’India pronta a togliere i dazi sulla merce americana. Trattativa in corso
L’India va controcorrente sui dazi americani. In realtà c’è una trattativa in corso, almeno così si legge in questo articolo apparso sulla Reuters. “L’India è aperta a tagliare i dazi su oltre la metà delle importazioni statunitensi per un valore di 23 miliardi di dollari nella prima fase di un accordo commerciale che le due nazioni stanno negoziando, hanno affermato due fonti governative. Si tratta del taglio più grande degli ultimi anni, volto a evitare dazi reciproci”. Dunque l’India tratta. “In un’analisi interna, Nuova Delhi ha stimato che tali tariffe reciproche colpirebbero l’87% delle sue esportazioni totali verso gli Stati Uniti, per un valore di 66 miliardi di dollari, hanno riferito alla Reuters due fonti governative a conoscenza della questione”. Un impatto importante, per il quale l’India ha deciso di aprire il fronte alternativo della trattativa. Al link qua sotto tutto l’articolo della Reuters.
Putin vuole riorganizzare il mondo, come a Yalta
Su Blitz Quotidiano si legge che “Putin non intende niente di meno che riorganizzare il mondo, così come Stalin fece con gli accordi stretti con Roosevelt e Churchill a Yalta. Sono parole pesanti anche se appaiono sempre più vere. Le ha scritte sul New York Times (e rilanciate in Italia da Repubblica, nella traduzione di Marzia Porta) Masha Gessen, scrittore e giornalista nato in Russia e rifugiato negli USA, trans che usa il pronome “loro” riferito a se stesso”. Dunque Putin vuole riorganizzare il mondo? “Sono più di dieci anni che Putin, Lavrov e una squadra di propagandisti del Cremlino e di storici revisionisti non fanno che parlare di Yalta. Nel 2014, dopo aver illegalmente annesso la Crimea, il presidente russo prese parte a un evento che celebrava il settantesimo anniversario di quegli accordi, culminato con l’inaugurazione di un monumento dedicato proprio ai tre leader alleati”. Per leggere tutto l’articolo di Blitz Quotidiano cliccare sul link qua sotto.
La guerra russa in Ucraina è, fondamentalmente, una lotta per la memoria storica
“La Russia vuole cancellare il futuro dell’Ucraina e il suo passato. Il ricordo delle carestie dell’era sovietica, delle uccisioni di massa e di altri traumi rende l’Ucraina determinata a non tornare sotto il dominio russo. Con questo titolo il Wall Street Journal ha presentato un’analisi dello stato dei rapporti tra Russia e Ucraina dopo 3, anzi 10 anni di guerra. Ne è autore Yaroslav Trofimov, oggi bravissimo giornalista basato a Dubai”. Lo si legge su Blitz Quotidiano, in un articolo a firma di Sergio Carli. “Ha scritto Trofimov. La guerra che la Russia sta conducendo contro l’Ucraina, e che il presidente Trump ha dichiarato di essere determinato a porre fine aprendo i colloqui con il Cremlino, non riguarda solo i guadagni territoriali o la proiezione di potenza globale. È, fondamentalmente, una lotta per la memoria storica”. Per leggere tutto l’articolo su Blitz Quotidiano cliccare al link qua sotto.
Riad, prime intese tra le diplomazie americane e russe
Vanno avanti le trattative tra Stati Uniti e Russia per la pace in Ucraina, sempre che di ‘pace’ si possa parlare. Gli Usa fanno sapere di aver raggiunto alcune intese. In questo articolo del Fatto Quotidiano si legge che “gli Stati Uniti, la Russia e l’Ucraina hanno concordato di garantire la sicurezza della navigazione, eliminare l’uso della forza e impedire l’uso di navi commerciali per scopo militari nel Mar Nero”. Piccoli passi avanti delle diplomazie a Riad, ma che la Casa Bianca considera significativi. Trump sembrerebbe pronto a riconsiderare la possibilità di revocare le sanzioni alla Russia. Possibilità che si apre proprio nel giorno in cui, lo stesso Presidente americano, avvalla le parole pronunciate da JD Vance contro l’Europa. “Credo siano stati dei parassiti”, ha detto, “non do la colpa alla Nato per questo. Non do la colpa all’Europa. Do la colpa a Biden per il fatto che non gli ha fatto pareggiare i conti”.
Le ‘linee rosse’ di Putin per diventare il grande raccoglitore delle terre russe
Intervistato dal Corriere della Sera, l’ex capo del Kbg, Evgeny Savostyanov, fa il punto sulla guerra in Ucraina. Putin “ha bisogno di un avamposto russo sulla riva destra del Dnepr. Kherson e dintorni, per capirci. Così potrà tenere sotto pressione Odessa, la Transnistria e Chisinau. Per questo non accetterà mai la dislocazione in Ucraina di forze europee di deterrenza. Queste sono le ‘linee rosse’ di Putin”. Prospettiva che potrebbe corrispondere alla realtà e che in qualche modo, se fosse confermata, metterebbe a rischio gli sforzi diplomatici di Riad. L’ex capo del Kbg ne è sicuro: Putin “vuole assolutamente entrare nella storia come ‘Il Grande raccoglitore delle terre russe’, colui che ha invertito la disgregazione dell’Impero”. Dunque, il ritorno del grande impero russo, probabilmente a scapito di un’Unione europea sempre più debole nelle nuove sfide della geopolitica. Per leggere tutto l’articolo, cliccare nel link qua sotto.
Per Trump è possibile che la Russia la stia tirando per le lunghe
Intervistato da Newsmax il Presidente Trump ha dichiarato che “la Russia vuole porre fine alla guerra ma è possibile che stia tirando per le lunghe”. Una dichiarazione che fa pensare. Sul piano delle negoziazioni si va avanti molto lentamente ed i risultati raggiunti, per adesso pochi, sembrano non dare al conflitto la scossa decisiva verso la pace. La tregua di trenta giorni per la guerra di mare, e l’eliminazione tra gli obiettivi degli impianti energetici sembra per adesso più una dichiarazione d’intenti che realtà operativa. Il Presidente ucraino Zelensky forse è quello più titubante, perché da sempre sostiene che Putin non voglia la Pace. “Vedo le immagini dei campi di battaglia” ha aggiunto il tycoon, “preferirei non vederle nemmeno. Abbiamo braccia, gambe e teste in tutto il campo. Gli armamenti sono ridicoli. Ora è un grande affare di droni… E voglio solo che finisca”.
Negoziati di Riad, cosa prevede il cessate il fuoco nel Mar Nero
“Tra i temi trattati negli incontri separati avuti a Riad dagli Stati Uniti con la Russia e con l’Ucraina, si è parlato della questione del Mar Nero. Vediamo nello specifico perché il controllo di questo mare è così importante per entrambi i paesi in guerra ed anche per gli equilibri commerciali mondiali”. Inizia così questo articolo di Lorenzo Briotti su Blitz Quotidiano. “Mosca aspirava fin dall’inizio della guerra ad avere una sorta di monopolio sul traffico marittimo del Mar Nero, sbocco rapido verso il sud del mondo e anche verso il Mediterraneo. L’intenzione era quella di occupare tutti i porti e le coste dell’Ucraina meridionale. Kiev ha però reagito affondando il 20 per cento della flotta militare, con la concreta prospettiva per il paese guidato da Putin di perdere una delle grandi vie commerciali dell’economia nazionale”. Per leggere tutto l’articolo di Briotti è sufficiente cliccare sul link qua sotto.
Guerra Ucraina, già traballa la tregua degli attacchi sugli impianti energetici
La tregua degli attacchi sugli impianti energetici tra Russia e Ucraina è durata il tempo di bere un caffè. Sulla Reuters si legge infatti che “Ucraina e Russia si sono accusate a vicenda di aver violato la tregua sugli attacchi energetici mediata dagli Stati Uniti”. Si legge ancora sulla Reuters che “martedì gli Stati Uniti hanno annunciato accordi separati con Ucraina e Russia per sospendere i loro attacchi nel Mar Nero e contro i rispettivi obiettivi energetici, ma la retorica di Mosca e Kiev lasciava intendere che i due Paesi fossero ancora molto distanti”. C’è ancora parecchia indecisione, anche perché la trattativa non è facile e riguarda numerosi aspetti. Nell’articolo infatti si legge che per Mosca l’accordo non sarebbe entrato in vigore finché “una banca statale russa sanzionata non fosse stata ricollegata al sistema di pagamento internazionale”. La partita sarà lunga e difficile. L’articolo completo al link qua sotto.
L’amministrazione Trump fa confusione con le chat, diventati pubblici piani militari contro gli Houthi
La notizia ha dell’incredibile. “Il direttore della rivista The Atlantic Jeffrey Goldberg si è ritrovato accidentalmente incluso in una chat operativa riservata, creata per coordinare un attacco contro gli Houthi nello Yemen. A rivelarlo è stato lui stesso in un articolo pubblicato sulla sua rivista” scrive Gianluca Pace su Blitz Quotidiano. Un errore grossolano quello commesso dall’amministrazione americana ma che ha creato alcuni imbarazzi. Il primo ha riguardato la sicurezza nazionale, perché sviste del genere gli Stati Uniti non se le possono permettere. Un altro imbarazzo ha riguardato invece alcuni commenti di JD Vance nei confronti dell’Europa, diventati pubblici. “Odio dover salvare di nuovo l’Europa, avrebbe scritto Vance, sottolineando la distanza tra l’amministratore Trump e i Paesi europei. A quel punto, un utente identificato come Pete Hegseth ha risposto con toni ancora più duri: ‘Condivido il tuo odio per il parassita europeo. È patetico. Ma siamo gli unici che possono farlo’.
L’amministrazione Trump considera l’Europa ‘parassita’
“Il ritratto che viene fuori dai messaggi scambiati tra il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance e il segretario alla Difesa Pete Hegseth nella chat sfuggita ai vertici della Casa Bianca e finita sui giornali fa riflettere, perché mette in luce senza possibilità di fraintendimenti il modo in cui l’amministrazione Usa concepisce i rapporti e considera il principale gruppo dei paesi suoi alleati nella Nato”, si legge in questo articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano. La polemica successiva al grossolano errore commesso dall’amministrazione Trump sta creando parecchi imbarazzi, soprattutto in Europa, intesa questa volta come parte lesa. Perché negli Stati Uniti la questione sembrerebbe già chiusa con il Presidente Trump che ha difeso politicamente, con le sue dichiarazioni, il Vice JD Vance. Le chat sono pericolose, da noi lo sanno bene quelli di Fratelli d’Italia. Per leggere tutto l’articolo del Fatto Quotidiano, cliccare nel link qua sotto.
Il mensile americano The Atlantic sfida la Casa Bianca e pubblica tutti i contenuti della chat
Il mensile americano The Atlantic pubblica ‘i piani d’attacco’ della Casa Bianca contro gli Houthi. Ma riepiloghiamo il caso. In sintesi cos’è successo? Praticamente il direttore del mensile The Atlantic è finito per un errore dell’amministrazione americana dentro una chat, riservata ad alti esponenti del Governo americano, nella quale venivano anticipati i piani d’attacco contro gli Houthi ed i relativi commenti dei partecipanti. In un primo momento The Atlantic ha pubblicato solo alcune porzioni della chat, tralasciando le informazioni militari. Ma adesso, in risposta alle accuse della Casa Bianca, secondo le quali la chat non avrebbe contenuto nessun dato militare sensibile, The Atlantic ha deciso di pubblicare tutto, per dimostrare la propria buona fede. Situazione, quella della chat, che si è rivelata anche antipatica per noi europei, definiti tra le altre parole “parassiti”. Per leggere l’articolo relativo alla notizia cliccare sul link qua sotto.
Trump come il suo Vice Vance: “Gli europei sono dei parassiti”
Qualche giornalista ha chiesto al Presidente Trump cosa ne pensasse delle parole, poco lusinghiere, che il suo Vicepresidente JD Vance ha scritto nella ormai famosa ‘chat Hothi’ nella quale è stato inserito per sbaglio il Direttore del mensile americano The Atlantic. In particolare il giornalista si riferiva alla parola ‘parassiti’ utilizzata nei confronti degli europei. Il tycoon non ci ha pensato su due volte: “Sono d’accordo con lui, sono dei parassiti, lo sono stati per anni”, ha risposto al giornalista senza nessun tipo di imbarazzo. Il Presidente ha poi dichiarato che il suo consigliere alla sicurezza nazionale Mike Waltz, colui il quale ha invitato per sbaglio nella chat il giornalista, “ha imparato la lezione ed è un brav’uomo. Non si deve scusare, sta facendo il suo meglio”. Alla fine tutti salvi, tranne il giornalista: “viscido che si sta facendo pubblicità” le parole di Trump su di lui.
Dopo la ‘chat degli Houthi’, una nuova falla nella sicurezza americana
Lo Spiegel scopre una nuova falla nella sicurezza americana. Dopo la figuraccia della ‘chat’ con i piani militari e le male parole contro l’Europa, adesso ne viene fuori un’altra. Si legge sul Corriere della Sera che “i numeri di telefono, le email, a volte perfino le password delle persone ai vertici della sicurezza americana sono pubblicamente disponibili sul web. Il leak dei dati riguardano, come dimostra lo Spiegel, il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz, la coordinatrice dell’intelligence statunitense Tulsi Gabbard e il ministro della Difesa Pete Hegseth”. Eppure hanno Elon Musk ad un passo dalla Casa Bianca, il guro dell’innovazione tecnologica, quello che vuole andare su Marte, basterebbe far fare tutto a lui. Al di là di qualche sorriso la questione è molto seria. Se il livello di ‘attenzione’ alla sicurezza è quello che ci stanno facendo vedere non c’è da stare sereni. Tutto l’articolo al link qua sotto.
Il trio più chiacchierato del momento: Trump, Erdogan e Netanyahu
“Parto da un Carosello anni ’70 ma faccio presto. La frase chiave di quel famoso spot con l’attore Ernesto Calindri era: ‘Fermate il mondo, voglio scendere’. Ora, cinquant’anni dopo, la frase è sulla bocca dei più. Perché? Perché sta succedendo di tutto”. Inizia così, con questo riferimento a Carosello degli anni ’70, questo articolo di Enrico Pirondini sulla situazione internazionale. Trump, Erdogan e Netanyahu sono al centro della sua analisi. “Cose surreali”, va avanti Pirondini, “crudeli, mostruose; ma anche ricche di comicità, di divertita imprevedibilità, di assurdità, di cialtronerie. Tutte targate da personaggi double-face, campioni di ambiguità, di equivocità, bugie, ambivalenza. In una parola: doppiezza. Dal mazzo ne abbiamo scelti tre. È il trio più chiacchierato del momento. Sono nella bufera. La confusione regna sovrana”. Per l’appunto, Trump, Erdogan e Netanyahu. Per leggere tutto l’articolo pubblicato da Blitz Quotidiano cliccare sul link qua sotto.
La guerra dei dazi inizia a farsi sentire: in borsa Stellantis va giù
Piove sul bagnato. Certo è un luogo comune, e la regola dice che andrebbero evitati, ma, in questo caso ‘il luogo comune’ aiuta a far capire quel che sta succedendo nel mercato dell’auto. La situazione era pessima. Adesso con la guerra commerciale dei dazi è peggiorata. Gli effetti si stanno vedendo nella borsa, dove Stellantis è crollata del 4% e GM del 7%. Era inevitabile, e sarà inevitabile anche in futuro. Salvo negoziazioni arrivate a buon fine, i vari mercati si ripiegheranno su se stessi, una sorta di improvviso indietreggiamento della globalizzazione. È per questa ragione che il mercato unico dell’Unione potrebbe essere un’ancora di salvataggio. Sul Fatto Quotidiano si legge che “a Milano le azioni Stellantis hanno chiuso in calo del 4,2%, portando la perdita da inizio 2025 al 13,2%. Sulla borsa di Francoforte, Mercedes è arretrata del 2,7%, Volkswagen dell’1,5%, Bmw del 2,5% e Porsche del 2,6%”.
La Ferrari alza i prezzi per il mercato USA
Guerra dei dazi, la Ferrari ha preso subito l’iniziativa, ed alza i prezzi per il mercato degli USA. Repubblica scrive che le “la Ferrari ha reagito alzando i prezzi del listino. La Casa di Maranello ha rivisto la politica commerciale con un aumento dei prezzi fino al 10%. Le condizioni rimarranno invariate per gli ordini di tutti i modelli prima del 2 aprile e per gli ordini delle tre famiglie Ferrari 296, SF90 e Roma. Poi scatteranno i rincari”. Del resto, lo si sapeva, la guerra dei dazi è questa. “In Italia si producono modelli che vengono esportati all’estero, in parte anche negli Usa. D’altronde una delle gambe del gruppo Stellantis è statunitense e in Italia si producono alcuni modelli Jeep, come Compass e Renegade nello stabilimento di Melfi, oppure la Dodge Hornet a Cassino. E poi c’è la 500 a Mirafiori. Si tratta di veicoli, soprattutto Compass e Renegade, che sono alla fine del loro ciclo”.
Tik Tok, la Cina dice no alla proposta di vendere il social in America
Gli Stati Uniti hanno chiesto alla Cina di consentire alla vendita del social Tik Tok in America. In cambio la Cina avrebbe ottenuto un allentamento dei dazi. Proposta allettante, ma i cinesi hanno rifiutato la proposta. Il No cinese è di quelli che restituiscono il clima di un rapporto tra le due superpotenze per niente semplice. “Intanto”, si legge in questo articolo pubblicato su Italia Oggi, “sabato 5 aprile scade il termine per partecipare al bando per presentare una proposta per le attività nord-americane della piattaforma social di video brevi. Era stata bloccata nella seconda parte dei gennaio, poi subito dopo riaccesa visto che l’amministrazione Trump ha concesso una proroga di 75 giorni a partire da quella data. Tra i probabili compratori ci sono la startup di IA Perplexity, ma anche Microsoft, Oracle ed Elon Musk. E c’è pure un’iniziativa chiamata ‘The People’s Bid for TikTok’, lanciata dal magnate immobiliare e sportivo Frank McCourt”.
La macchia della povertà in Italia si sta allargando
Le dinamiche internazionali sono talmente centrali in questo momento che alcuni problemi interni agli Stati passano in secondo piano. Da noi c’è però l’Istat che ci riporta dentro alla spirale della crisi infinita: più di un occupato su dieci a rischio povertà, ed il 23% degli italiani vive in una condizione di difficoltà. Numeri impietosi. Sul Fatto Quotidiano si legge che “il buon andamento dell’occupazione che il governo Meloni continua a rivendicare ha un lato oscuro: molti di quei posti prevedono retribuzioni così basse che i lavoratori arrivano a stento a fine mese. Non è una novità, come hanno confermato pochi giorni fa i dati diffusi dall’Organizzazione mondiale del lavoro, stando ai quali i salari reali in Italia sono calati più che in qualsiasi altro Paese del G20. Oggi dall’Istat arriva un ulteriore tassello: lo scorso anno in Italia sono aumentati i lavoratori a rischio povertà”. Le statistiche confermano che la macchia della povertà si allarga.
Entra in crisi anche il modello scandinavo della Svezia
“In Svezia un genitore single su tre non riesce a mantenere la sua famiglia. Chi l’avrebbe mai detto solo pochi anni fa, la più solida e florida delle società scandinave, il paradiso del welfare, in realtà non riesce più ad assicurare a tutti i suoi cittadini gli elevati standard di vivibilità celebrati come modello e faro di stato sociale efficiente ed universale”. Lo scrive in questo articolo su Blitz Quotidiano Amedeo Vinciguerra. Una costatazione la sua che dice molto sui tempi che stiamo vivendo. Ne deriva la presa d’atto di una profonda crisi che sta piegando l’Occidente e che vede il tracollo di modelli un tempo considerati ambizione per molti altri. Se anche la socialdemocrazia, in questo caso della Svezia la migliore socialdemocrazia, comincia a conoscere importanti cedimenti, allora, per tutti quanti noi, diventa tutto più complicato di quel che ci potevamo immaginare. A questo link l’articolo completo.
Tesla, ancora in picchiata, immatricolazioni giù in Europa
Che il mercato dell’auto fosse in crisi lo si sapeva, ma quel che sta succedendo a Tesla è un’altra cosa. “Non si arresta lo sprofondo di Tesla in Europa”, si legge sul Fatto Quotidiano, “anche in febbraio i dati sulle immatricolazioni sono da mani nei capelli: – 40% su base annua, a fronte di un mercato dell’elettrico che cresce del 26%. Per la casa automobilistica di Elon Musk è il decimo calo mensile consecutivo in Europa. Il bilancio dei primi due mesi del 2025 è di – 43% (+ 31% il mercato)”. Dati che confermano il passaggio di difficoltà, e che si vanno a sommare alle prestazioni poco lusinghiere che Tesla sta tenendo anche nel mercato cinese. Probabilmente il trend negativo deriva in parte anche dal nuovo ruolo che Musk sta ricoprendo nella vita politica degli Usa. Per leggere tutto l’articolo del Fatto Quotidiano basta cliccare nel link qua sotto.
Antitrust, istruttoria su Rfi e Fs per abuso di posizione
“L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. e della controllante Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A. per accertare un presunto abuso di posizione dominante, in violazione dell’articolo 102 TFUE. Lo riporta questo articolo pubblicato su Italia Oggi. “Secondo l’Autorità, risulterebbe rallentato, e in alcuni casi ostacolato, l’accesso all’infrastruttura ferroviaria nazionale e, di conseguenza, l’ingresso nel mercato del trasposto passeggeri Alta Velocità da parte del nuovo operatore entrante SNCF Voyages Italia S.r.l.. La strategia escludente ipotizzata dall’Antitrust nel provvedimento di avvio sarebbe stata attuata tramite varie condotte di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. per quanto riguarda l’assegnazione della capacità di infrastruttura”. Conseguentemente all’apertura della suddetta istruttoria, il 20 marzo sono stati effettuati una serie di accertamenti dai funzionari dell’Autorità. Per approfondire la notizia, leggere tutto l’articolo di Italia Oggi al link qua sotto.
Va avanti il progetto del nuovo stadio a San Siro
Va avanti il progetto del nuovo stadio San Siro di Milano, la Scala del calcio. “Nonostante le polemiche sollevate dall’apertura dell’indagine da parte della Procura di Milano e le perplessità solevate dal Comune, che ha avviato ufficialmente un bando pubblico per la vendita dell’area, Milan e Inter proseguono decise verso la realizzazione del nuovo stadio. Questo impianto sostituirà l’attuale Giuseppe Meazza a San Siro, diventato ormai un simbolo storico. Nonostante le rassicurazioni del sindaco Sala, le due squadre continuano a spingere per il progetto, cercando di risolvere le criticità burocratiche e legali”. In questo articolo scritto da Filippo Limoncelli su Blitz Quotidiano sono riportati anche i dettagli del progetto, 71.500 spettatori in un nuovo impianto che non perderà la memoria storica di quello originale ma che guarderà al futuro con un design moderno. Per leggere tutto l’articolo di Filippo Limoncelli cliccare sul link qua sotto.
Dalla Svezia arriva ‘Luna’, il cane robot
“Dalla Svezia un cane robot che impara e si adatta come gli umani, generato da una startup di intelligenza artificiale. Si chiama Luna il cane robot ed ha un sistema nervoso digitale funzionale”. Da sempre l’innovazione ha cambiato il mondo, rivoluzionato tutto, come quando le automobili mandarono in pensione i cavalli, un mondo che finiva ed un altro che cominciava. Oggi sono i robot i nuovi arrivati, anche se la letteratura l’aveva già anticipati. In questo articolo di Maria Vittoria Prest si parla di Luna, il cane robot. Ma è solo un esempio perché ormai di casi come questo ce ne sono molti. Resta da immaginare in quale mondo vivranno i sapiens tra 50 anni e forse anche prima. I robot saranno utili in molti campi: nella medicina, nel sociale, ma sicuramente anche in settori meno nobili. Come al solito tutto dipenderà dalle scelte che faremo noi uomini, i sapiens.
I robot arrivano anche sul fronte di guerra
“Guerra senza soldati: in prima linea ci andranno i robot, in Ucraina è già realtà. L’Ucraina ha rivelato come ha distrutto una posizione di prima linea russa senza un solo soldato a terra, grazie a un’offensiva interamente robotica”. Da sempre la tecnologia ha cambiato il modo di fare la guerra. Adesso arrivano i robot anche sul fronte. In questo articolo di Mario Tafuri si parla proprio di questo. “A quanto riferisce Perkin Amalaraj sul Daily Mail, l’attacco a una posizione russa a nord della città ucraina di Kharkiv, nell’Ucraina orientale, ha visto la 13° Brigata della Guardia Nazionale Khartiya lanciare circa 50 veicoli aerei senza pilota. L’attacco di cinque ore, ritenuto il primo del suo genere, ha lasciato diversi cadaveri russi sulla sua scia e ora ha portato altre unità ucraine a pianificare missioni simili”. Lo scrittore Isaac Asimov aveva già previsto tutto.
La ‘cancel culture’ è arrivata anche alla Disney
‘La locandina’ di Blitz Quotidiano consiglia Biancaneve e i sette nani. “Qualora voleste (ri)approcciarvi ai classici Disney sulla piattaforma ufficiale, notereste già da diversi anni la comparsa di una particolare disclaimer che anticipa la riproduzione di alcuni film d’animazione, quelli più vecchiotti, informando il pubblico della presenza di contenuti ritenuti offensivi a causa di ‘rappresentazioni negative’ e ‘denigrazioni di popolazioni o culture’. Questa specifica iniziativa si inserisce nel più ampio contesto di una presunta pulizia di coscienza, quella che Disney sta portando avanti da diversi anni riassestando maldestramente il tiro attorno ai propri classici”, si legge in questa recensione di Giuseppe Avico. Ovviamente il tema è quello della ‘cancel culture’ che ha invaso anche il mondo del cinema dividendo appassionati ed addetti ai lavori. La recensione di Giuseppe Avico sta dentro questo argomento e per leggerla basta cliccare al link qua sotto.
Anche ‘Biancaneve’ diventa terra di scontro tra Palestina e Israele
Guerra nella Striscia di Gaza, Israele contro Palestina, e come spesso capita la contrapposizione sfocia anche nella cultura. In questo caso è il cinema a diventare terra di battaglia. “È soltanto un film della Disney, ma è già stato trasformato in una guerra. Perché la sua protagonista è l’attrice israeliana più famosa al mondo Gal Gadot” si legge su Repubblica. Il film in questione è Biancaneve e Gal Gadot interpreta il ruolo della Regina cattiva. Ma qual è il punto? L’attrice ha servito per due anni nell’esercito del suo Paese. “Queste tensioni”, scrive ancora Repubblica, “sono sfociate la settimana scorsa in una doppia protesta – filoisraeliani contro filopalestinesi – quando a Los Angeles è stata consegnata a Gadot, diventata famosa come protagonista di Wonder Woman, la stella sulla Hollywood Walk af Fame. Gadot ha poi ricevuto minacce di morte e per questo la Disney ha rafforzato la sicurezza intorno a lei”.
La penna stilografica non passa mai di moda
Scrivere con penna, rigorosamente stilografica, su carta, quella spessa quanto basta, che rallenta la punta imbevuta d’inchiostro, una lieve opposizione ad un gesto per molti quasi apotropaico. “In un mondo dominato da smartphone, tablet e firme digitali, potrebbe sembrare anacronistico parlare di penne stilografiche. Eppure, tra CEO, imprenditori e professionisti di alto profilo, la stilografica non solo resiste, ma riafferma il suo ruolo di oggetto iconico”. Lo scrive Francesca Ripoli, in questo articolo uscito su Blitz Quotidiano. “Nel panorama business contemporaneo, dove il personal branding conta quasi quanto le competenze, ogni elemento comunica qualcosa. L’auto che guidi, l’orologio che indossi, persino la penna con cui firmi in contratto. In questo contesto, la penna per manager diventa un simbolo di stile e credibilità. Chi sceglie una stilografica lo fa per distinguersi, per dare un messaggio chiaro: ‘Io curo i dettagli, anche quelli che gli altri trascurano’. Per leggere questo articolo basta cliccare nel link qua sotto.
