La borsa brinda mentre Cattaneo lascia Tim con un pacco di milioni

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La borsa brinda mentre Cattaneo lascia Tim con un pacco di milioni
La borsa brinda mentre Cattaneo lascia Tim con un pacco di milioni

Sale in Borsa di quasi il 3%,  il titolo Tim-Telecom mentre il suo amministratore delegato, Flavio Cattaneo, si prepara a uscire dopo soli 16 mesi con una liquidazione che dovrebbe collocarsi fra i 30 e i 40 milioni di euro. E mentre dal territorio si alzano lamenti che non sono certo cori di osanna per la azienda come amministrata da Cattaneo stesso.

Misteri del capitalismo italiano. La mega liquidazione sta provocando uno tsunami di indignazione un po’ dovunque, tranne che nel Pd, confermando che l’odio dei suoi politici è soprattutto diretto ai deboli: pensionati, quadri intermedi.

La buonuscita di Cattaneo è peraltro conseguenza di accordi precisi e di risultati conseguiti. Si torna ai tempi delle stock option e in genere al tema degli obiettivi per i dirigenti. Se ne è discusso per anni nel mondo. Invano. Vero è che gli obiettivi possono distorcere l’azione dei dirigenti distogliendoli da obiettivi di medio lungo periodo alla ricerca di risultati di breve termine, capaci di fare scattare il premio. In America l’hanno risolta lasciando tutto come prima. In Italia ha fatto premio un campione della sinistra dalemiana, Vincenzo Visco che uccise le stock option in base al principio che “non è giusto che un amministratore delegato guadagni più di un ministro”.

Non si può sapere, almeno per ora, quale delle varie ipotesi di specie si possa applicare a Cattaneo. Si sa solo che nella sera a Roma, nella sede che affaccia sul colle del Palatino, dove per quasi 3 mila anni si sono consumati fasti e nefasti della antica Rona, si riunirà il Cda di Tim-Telecom per sancire l’addio, dopo una altra riunione, decisiva, del  comitato nomine e remunerazioni dello stesso cda.

Tim si riuniranno per discutere dell’addio di Flavio Cattaneo. Intanto il titolo della società accoglie positivamente il cambio al vertice della società e sale in mattinata di oltre due punti percentuali. A spingere il titolo Tim Telecom sono i consigli degli analisti di acquistare, prevedendo che il prezzo per azione salirà dagli attuali 83 centresimi fino a 1 euro e 06. Il report di Banca Akros afferma:

“L’uscita di Cattaneo è “negativa per il breve periodo ma per lo più già digerita dal mercato date le continue voci. L’incertezza potrebbe essere equilibrata da un rapporto più positivo con il governo e sulla speculazione per eventuali corporate action (vale a dire la separazione della rete)”.

Inquietante questa notizia da Novellara (Reggio Emilia). Scrive la Gazzetta di Reggio:

“Due aziende senza telefono: «Ora Tim deve risarcirci». Linee, computer e bancomat fuori uso da giorni. Boselli: «Isolati da fine giugno, usiamo i cellulari: è un danno economico enorme».

Un articolo di Sara Bennewitz su Repubblica di domenica 23 luglio apre uno squarcio sui retroscena dello scontro fra Cattaneo e gli azionisti francesi che costituiscono la maggioranza in Telecom: “I francesi lamentano il fatto che ai risultati ottenuti non è corrisposto un parallelo apprezzamento del titolo, che resta sottovalutato. Cattaneo tanto apprezzato dagli analisti e da alcuni investitori, non è riuscito a sedurre i grandi fondi esteri.  Telecom ha diverse incognite da affrontare sulle linee fisse, dove la concorrenza di Open Fiber è una minaccia, e sul mobile, dove a fine anno arriverà la concorrenza della Free di Xavier Niel. Ma gli investitori sono più preoccupati per la perdita del monopolio di fatto che Telecom ha nel fisso, dove ancora possiede il 51% delle linee degli italiani. Se è vero che Telecom a differenza delle rivali europee ha mantenuto una quota di maggioranza sul fisso, è anche vero che ha perso la maggioranza delle linee a banda larga, quelle a maggior valore, che sono migrate verso altri operatori”.

Aggiunge Antonella Olivieri sul Sole 24 Ore:

“Telecom non ha un problema di margini reddituali che, anche prima della cura Cattaneo erano i più alti in Europa (tant’è che la sperata rivalutazione del titolo in Borsa non c’è stata), bensì di respiro strategico, che da molti anni non ha”.

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