Telelavoro per gli statali: con la riforma Madia telepoliziotto, telesportello…

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Telelavoro per gli statali: con la riforma Madia telepoliziotto, telesportello...
Telelavoro per gli statali: con la riforma Madia telepoliziotto, telesportello…

Telelavoro per gli statali. «Conta il risultato e non le ore di lavoro», sarebbe il nuovo mantra del ministro della PA Marianna Modica. Smartworking la parola d’ordine.

Al centro non c’è come fare funzionare meglio la macchina dello Stato, magari anche come servire meglio i cittadini. No, quello è un optional. Al centro c’è il desiderio di «flessibilità oraria e conciliazione vita-lavoro». Parola di Cgil.

È l’ultima frontiera della pericolosità dei politici quando devono disperatamente cercare di raspare qualche voto. Se riuscite a arrivare in fondo a questa nota senza vomitare o essere travolti da una crisi di riso isterico, siete davvero dotati di un super controllo dei nervi.

La macchina delle idee dello staff di Renzi si è rimessa in moto. La lezione del referendum non è stata proprio compresa.

Ha sperperato centinaia di milioni delle nostre tasse per regalare 80 euro al mese a un po’ di descamiados e preso un dolorosissimo pugno sul naso. Ora è scesa in pista anche la Madia e peggio mi sento.

La rivelazione è sul Gazzettino di Venezia, che anticipa quanto starebbe per annunciare la signora Madia. Giovedì 25 maggio presenterà a Regioni e Comuni, in Conferenza unificata, l’attesa direttiva: le linee guida che entro il prossimo anno dovranno garantire che almeno un dipendente pubblico su dieci, nelle amministrazioni dove si fa richiesta, possa prestare il suo servizio da casa”.

Secondo il giornalista. si tratta di “un modo per recuperare in efficienza stressando meno i dipendenti”.

Come tutte le grandi scemenze, l’annuncio è puntellato da una serie di condizioni che ne rendono impossibile la attuazione in modo serio:

“Tutto però passa per una macchina pubblica più tecnologizzata, capace di connettersi con chi lavora dalla propria abitazione o comunque a distanza. Quindi si presuppone un investimento nel digitale ma non solo”.

Sapete cosa vuol dire? Che ci sarà un bel po’ di privilegiati che invece di andare in ufficio staranno a casa a non lavorare, mentre il resto della macchina statale arrancherà.

Ma come è pensabile il tele lavoro per un agente delle volanti? Per i carabinieri o i pompieri?  E il tele sportello dove lo mettete? Vuol dire che dovremo andare a casa dell’impiegato a ritirare il certificato? Certo, potrebbero mandarcelo a casa via mail…

Ma quando ci sono di mezzo i dipendenti pubblici e i loro sindacati, in collusione con i partiti affamati di voti, c’è solo da aspettare il peggio. Una conferma viene da questa semi comica affermazione del Gazzettino:

“Il vero cambiamento è culturale, significa saltare dallo stereotipo del travet immerso da faldoni in un ufficio polveroso a quello del ‘millennial’ capace di sbrigare tutte le pratiche da uno smartphone”.

Il pilastro della riforma della Madia, assicura il Gazzettino,

“sta nella spinta al telelavoro, che oggi tocca poco più di 3 mila dipendenti, lo 0,1%. C’è poi la possibilità di organizzarsi in coworking, sfruttando spazi comuni.

E inoltre si traccia un sistema per stringere accordi tra amministrazioni e asili nido e tra enti per campi estivi (servizi aperti durante i periodi di chiusura delle scuole) dedicati ai figli dei dipendenti. Insomma soluzioni «family friendly» per una P.A che cambia, vista la riforma Madia appena approvata in Cdm”.

Sembra fantascienza o fantacomica. In effetti tutta da ridere se non toccasse i nostri soldi (le nostre tasse) e la nostra vita in rapporto allo Stato.

Ma c’è di peggio. Il sottosegretario Angelo Rughetti ha anche annunciato

“una rivoluzione del reclutamento. Le assunzioni non saranno più vincolate ai pensionamenti, come avviene in base alla regola del turnover, ma l’unico parametro diventa il budget”.

Portatelo via, prima che faccia troppi danni.

Rai. Antonio Campo Dall’Orto dicono che abbia sbagliato tutto o quasi e non sia stato adeguato al ruolo di direttore generale della Rai. Ma a fare la vittima si sta rivelando un campione. Il consiglio di amministrazione lo ha sfiduciato quasi unanime, mettendo d’accordo destra e sinistra in un comune giudizio negativo.

Eppure lui ha il coraggio di dire: “In Rai ho tenuto la schiena dritta, ma si avvicinano le elezioni.  Mi hanno voltato le spalle, siamo ostaggio della politica”. E non è giusto che i giornali riportino in modo acritico la sua apologia.

Manchester. Kamikaze fa strage di adolescenti al concerto di Ariana Grande. Bomba di chiodi. Stesso giorno (22 maggio) in cui nel 2013 fu ucciso il soldato Lee Rigby a Londra. Identificata la prima vittimaEvacuato centro commerciale Arndale. Arrestato un uomo.

Castellabate. Lite in bagno mortale: dopo 18 mesi arrestato Liberato Miccoli per l’omicidio della moglie.

BariCrollo sul palco prima del concerto: feriti 11 musicisti e tecnici.

TorinoTrafitto al collo dalla freccia di una balestra: salvato alle Molinette.

Ferrara.  Arrestati i “predoni” della città: 55 furti in sei mesi.

Livorno. Ragazza cade dal parapetto, arrestato l’ex fidanzato.

Napoli. Polizia a Napoli accusata: “Calpesta gli ambulanti” ma le “merci” sono in mezzo alla strada.

Londra. Deanha Neely uccide con ascia e martello il compagno per prenderne i soldi.

Polizia. Giubbotti antiproiettile non reggono a proiettili e lame. Viminale aveva speso 800mila euro.

Pescara. Suicidi blu, l’appello di un padre: «Mio figlio salvo per miracolo».

Genova. Allarme parietaria, crescita incontrollata: «Comune e Amiu non si muovono».

Seul. Corea del Sud spara al confine per un drone forse della Corea del Nord.

Conco (Vicenza). Esce in bici e scompare: ritrovato senza vita 54enne dirigente dell’Ulss.

Sernaglia (Treviso).Terribile schianto frontale tra due camioncini, un morto e due feriti.

 

 

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