Minniti e Orlando: li uniscono i clandestini li dividono le tasse

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Minniti e Orlando: li uniscono i clandestini li dividono le tasse
Marco Minniti (a destra nella foto) e Andrea Orlando: li uniscono i clandestini li dividono le tasse

Marco Minniti si sta rivelando un eccellente ministro dell’Interno.  Anche Andrea Orlando è un ottimo ministro della Giustizia. Insieme hanno firmato un decreto legge sulla immigrazione che costituisce una importante novità nel lassismo governativo degli ultimi anni.

Marco Minniti ha quasi il fisique du rol del Poliziotto, sembra avviato a ripercorrere le orme del suo illustre predecessore , Joseph Fouché, anche se gli auguriamo una evoluzione di vita più serena. Minniti rivendica alla sinistra i diritto dell’ordine pubblico. Per troppo tempo la sinistra ha abdicato a favore della destra, come se far funzionare le cose bene sia una vergogna per uno di sinistra.

Di qui un appello al ministro Marco Minniti: proibisca tutte le manifestazioni,  cortei, sit in nei centri urbani. Ci sono spazi fuori città dove si possono concentrare i pullman, fare picnic, parlare liberamente.

Quello che è successo venerdì 31 marzo 2017, quando Roma è stata paralizzata per l’intera mattinata di un giorno feriale da una manifestazione dei sindacati, non si può avvettare come un fatto ineluttabile della vita.

Non c’entrano i diritti. Ogni diritto ha un limite nel diritto altrui, in questo caso nel diritto di alcuni milioni di cittadini di spostarsi senza ulteriori intoppi rispetto a quelli del traffico di una metropoli. Lavoratori contro lavoratori: chi le rimborsa a migliaia di lavoratori le ore perse perché sono arrivati in ritardo non per una prolungata sosta al bar ma in conseguenza dell’imbottigliamento nel traffico?

Veniamo al suo co firmatario della legge sulla immigrazione. Andrea Orlando è un ottimo ministro della Giustizia, è simpatico, ha coraggio fisico ma se gratti un po’ viene fuori lo spezzino.

Nella sua disperata campagna elettorale per le primarie del Pd, ha detto una cosa che fa venire i brividi:

“Ho sentito Renzi rilanciare l’ipotesi di una detassazione generalizzata: questo è sbagliato in questo momento perché se ci sono risorse vanno concentrate sulla fascia più bassa del reddito, occuparci di chi non arriva alla fine del mese, altrimenti rischiamo di perdere un pezzo d’Italia, noi abbiamo l’obbligo di occuparci prima di loro”.

Siamo alla solita politica fiscale di una parte della sinistra, quella che ha governato l’Italia in questi 20 anni e l’haa ridotta così.

Orlando è fermo ai vecchi miti: “Meno tasse per tutti lo diceva un altro [cioè Berlusconi] e non era il nostro riferimento politico. Un partito che è minoritario fra i poveri e fra i giovani non può dirsi riformista”.

Berlusconi parlava, ma la sua politica fiscale la facevano i post comunisti che aveva inserito Visco.

E poi basta con i poveri, ci sono e ci saranno sempre. Ma l’iItalia è un paese di finti poveri, che sono tutti quelli che non pagano le tasse. La sinistra Dop è preda di questo loop: quelli che pagano le tasse, fino a metà dei loro guadagni,  sono ricchi e quindi evasori, quelli che non pagano le tasse sono poveri e quindi non evadono. Dopo di che un giorno ci dicono che sono 4 milioni, un altro che sono due. Orlando ieri ne ha sparato 4,6 milioni. Poi tutti i giorni la GdF scopre evasori totali, furboni del ticket e via dicendo.

Non è che non ci siano disparità, ma con quelle bisogna mettersi il cuore in pace. Non è che non si sia gente che ha difficoltà a arrivare alla fine del mese. Farne però una bandiera, il centro di un manifesto politico è profondamente sbagliato perché le cose stanno in modo molto diverso.

Non è col piagnisteo della miseria che il Pd può vincere. Grillo è imbattibile perché lui non parla di poveri ma di cittadini. Invece del “panem et circensens si è inventato “salario di cittadinanza e tv”.

Colpo di genio. Orlando vuole proporre un intervento a favore delle fasce più povere della popolazione, da finanziare aumentando la tassazione sul gioco d’azzardo:

“In Italia ci sono 4,6 milioni di persone sotto la soglia della povertà, che sono il doppio rispetto al dato pre crisi, persone che non riescono a comprare beni e servizi essenziali, che vivono in alloggi fatiscenti, che non guardano al Pd e che ha mandato segnali di enorme forza anche con lo strumento del referendum”.

Ma come, questi pochi anni di crisi sono bastati per rendere fatiscenti milioni di case? Ma non era colpa di Berlusconi,? La proposta di Orlando: ogni nucleo familiare dovrebbe ricevere una somma pari alla differenza fra la soglia di povertà e il reddito effettivo, primo step, da 1,8 miliardi, si può finanziare con una maggior tassazione sul gioco d’azzardo, che nel 2016 ha avuto un giro d’affari di 95 miliardi.

“Non solo sarebbe giusto, ma servirebbe alla crescita, perché quei soldi finirebbero automaticamente nei consumi”.  Un maligno direbbe: certo, perché quei soldi se li andrebbero subito a giocare.

Nel Pd si è accesa la polemica:

“Orlando vuole vincere le primarie e le elezioni aumentando le tasse? Auguri. In realtà con questa proposta metterebbe in cassaforte solo la certezza di perdere” ha detto la senatrice del Pd Francesca Puglisi.

Lo difendono le senatrici del Pd Camilla Fabbri e Valeria Cardinali:

“Orlando non vuole aumentare la tassazione, vuole ridurla con un meccanismo di progressività, tenendo conto della questione sociale esistente nel Paese. Crescita e inclusione sociale dovrebbero essere gli obiettivi di un intervento organico sulla leva fiscale. Evidentemente alcuni di noi pensano che una formazione riformista e di sinistra, quale dovrebbe essere il Pd, possa fare a meno della parola equità e dell’azione di contrasto alle disuguaglianze”.

Inclusione è il nuovo mantra, ha preso il posto di sotenibile.

Intanto, Orlando, zitto zitto, se ne è andato a Mirafiori. Esultano  senatrici (o senatore? )e senatori del Pd: Camilla Fabbri, Valeria Cardinali, Rosaria Capacchione, Salvatore Tomaselli, Stefano Vaccari e Daniele Borioli. Non capiscono, i poveretti, che gli operai non vogliono inclusione, sono già abbastanza inclusi. Le loro battaglie e i loro bisogni riguardano i ladri che ti entrano in casa, gli immigrati che ti tolgono il lavoro nero, cioè tutte quelle cosacce di cui parla Salvini.

Mentre disquisiscono, il Senato ha approvato il decreto Minniti-Orlando.  L’obiettivo per il ministro dell’Interno è snellire le procedure e assicurare regole certe per l’accoglienza. Ma è polemica sulle modalità introdotte: da Sant’Egidio fino all’ Arci tutti contestano il decreto. Vuol dire che è buono e funziona.

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