Chiara Appendino ha trasformati gli juventini in fakiri, ora la Procura le chiederà conto?

Chiara Appendino ha trasformati gli juventini in fakiri, ora la Procura le chiede conto
Chiara Appendino ha trasformati gli juventini in fakiri, ora la Procura le chiede conto

A Torino ci sono stati 1527 feriti. Finora però nessuno ha detto di chi è la colpa. La Procura della Repubblica e la Questura non se la sentono di dare la croce addosso al ragazzo con lo zainetto e ai suoi amici. A questo punto l’attenzione si sposta sulla vera colpevole del disastro, Chiara Appendino, sindaco di Torino. Lei si difende facendo dire dal Comune che si sono regolati sulla falsariga di Fassino 2 anni fa per un’altra finale. Si vede che Fassino ha più fortuna. Se non altro, due anni fa non c’era nell’aria la psicosi del terrorismo.

L‘attenzione degli inquirenti si sposta, scrive Ottavia Giustetti su Repubblica,

“sulle responsabilità degli organizzatori della manifestazione. Con la richiesta urgente al sindaco, Chiara Appendino, di riferire in Consiglio comunale. E con le polemiche sul mancato divieto di vendita di bottiglie in vetro durante la proiezione della partita. La stragrande maggioranza dei feriti, infatti, è arrivata in ospedale con mani e piedi che si erano tagliati correndo o cadendo su un tappeto sterminato di cocci di bottiglie. Tutte quelle che erano state vendute liberamente in piazza e si sono frantumate nella fuga improvvisa delle 30 mila persone che vi erano arrivate per assistere alla partita.

Degli oltre 1500 feriti di sabato sera, almeno un migliaio si sono feriti facendo gli  involontari fakiri. Nella calca del fuggi fuggi si erano persi le scarpe. Hanno camminato scalzi su piazza San Carlo a Torino. La piazza era un prato di cocci di bottiglia, non quelli di Montale ma quelli delle bottiglie vuotate da 30 mila tifosi della Juventus. La sera del 3 giugno anche a Torino faceva molto caldo. Caldo al punto che molti giovani erano rimasti a torso nudo. Dei ragazzi a torso nudo, con lo zaino, che facevano gesti strani, hanno fatto pensare a dei terroristi. Invece stavano cercando di placare il panico.

Racconta ancora Repubblica:

“Nonostante le molte ore trascorse a interrogare i testimoni della notte di panico in piazza a Torino, gli investigatori non hanno ancora trovato indizi sufficienti a ricostruire una possibile dinamica degli incidenti:

“Non sappiamo cosa possa essere accaduto, abbiamo visto un muro di persone allargarsi improvvisamente a macchia d’olio ma non abbiamo avvertito nulla. Né un rumore né uno scoppio.

“I due tifosi milanesi hanno anche raccontato di essersi fermati a soccorrere delle persone, di aver cercato di calmare la folla. Davide, il ragazzo che nel video sembra spaventare migliaia di uomini e donne intorno a sé, quando a torso nudo e con lo zaino in spalle allarga le braccia in un gesto drammaticamente evocativo, si è giustificato dicendo di aver voluto tranquillizzare quelli che avevano cominciato a scappare, terrorizzati non si sa da cosa. Neppure i cameraman che quel video lo hanno girato hanno saputo riferire cosa fosse accaduto prima. Nemmeno il diffondersi di un odore acre e improvviso. Nulla di nulla.

Così anche i due principali sospettati fino a ieri sono stati lasciati andare via a tarda sera senza denuncia”….

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