Molestie sessuali? Inventate. I Vigili di Milano: “Pedofilo”, 19 giorni in cella

Molestie sessuali? Inventate. I Vigili di Milano: "Pedofilo", 19 giorni in cella
Molestie sessuali? Inventate. I Vigili di Milano: “Pedofilo”, 19 giorni in cella

Oggi la domanda è: come è possibile che un uomo sia arrestato e tenuto in carcere per 19 giorni per molestie sessuali e, 3 anni dopo, sia assolto  «con formula piena perché il fatto non sussiste»?

Può succedere, ma fa sempre impressione apprenderlo. Fa impressione che le indagini su cui si è basato l’arresto deciso dal pm le hanno fatte i vigili urbani di Milano. Con tutto il rispetto, si chiameranno Polizia locale, ma preferirei i carabinieri o polizia…

Fa impressione anche l’arco percorso dai giornali.

Aveva scritto Blitzquotidiano, nel giugno del 2014:

Maurizio Minora, professore delle scuole medie di 61 anni, secondo le accuse toccava le giovanissime alunne. Sulle gambe, sul seno, all’uscita o all’entrata dalla classe. Loro, i colleghi, lo coprivano con gli inquirenti, minimizzavano con le alunne vittime, negavano con i genitori sospettosi. Almeno in quattro. Proprio loro che, intercettati, al telefono si dicevano: “Si sa benissimo che è un pedofilo…”. Una storia di abusi che viene da Milano, dalla scuola media Manzoni di piazza XXV aprile. Il prof sotto accusa è Maurizio Minora, 61 anni.

La fonte era Repubblica:

Tutte indagate, avevano coperto e minimizzato gli episodi, anche con le alunne. Sono la direttrice, E.T., 52 anni (indagata per aver dato false informazioni agli inquirenti e aver poi riferito i segreti delle indagini in corso al professore arrestato ieri mattina), il preside che l’aveva preceduta, M.Q., di 61 (per aver taciuto e reso dichiarazioni false), un professore di fotografia e informatica, F.R., di 57 (stessa accusa, per la quale si rischia una condanna fino a 4 anni) e una professoressa di storia dell’arte, R.I., di 61 (indagata anche per omissione: quella di non aver impedito un evento — la violenza sessuale — che aveva l’obbligo di impedire). «Si sa benissimo che Minora è pedofilo», si dicevano al telefono, senza mai denunciare nulla. «Comportamenti omertosi», li definiscono gli inquirenti.

Ancora Repubblica, qualche giorno dopo:

“Diverse intercettazioni telefoniche e ambientali (…) dimostrerebbero come la direttrice scolastica, il preside che l’aveva preceduta e altri due docenti, fossero da tempo a conoscenza di quello che succedeva ad alcune alunne, a scuola, e con quel professore («lo sanno tutti che è un pedofilo», dice un suo collega durante una conversazione intercettata). Sapevano perché nel tempo, e qualcuno ha detto agli inquirenti già dal 2011, alcune studentesse avevano parlato con loro. E loro quattro, tutti indagati, «avevano minimizzato i fatti, omesso di denunciare, e tenuto comportamenti omertosi». Ad esempio, invitando le ragazze «a non provocare il maschio»”.

Da lì, siamo arrivati alla assoluzione. Le accuse? Ridotte al rango di “suggestione collettiva”, anzi proprio azzerate.

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Corea del Nord. La sfida di Pyongyang: lanciato un altro missile. Ha volato per 450 chilometri.

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Vicenza. Tragedia al Giro d’Italia: tifoso muore precipitando nel dirupo.

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La Spezia. Maltratta la figlia che fa l’occidentale, condannato il padre padrone. “Non sei una brava musulmana”. E lei lo aveva denunciato.

Cerignola (Foggia). Assalto a portavalori: rapinatori scappano con 190mila euro.

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