Feltrinelli, la vedova: “Il cadavere sul traliccio: lo riconobbi subito, poi Calabresi…”

Feltrinelli, la vedova: “Il cadavere sul traliccio: lo riconobbi subito, poi Calabresi…

La vedova Feltrinelli, mezzo secolo dopo, accusa: “La morte di Giangiacomo Feltrinelli? Fu un omicidio politico: Giangiacomo sapeva di Gladio”. In una intervista al Corriere della Sera, Inge Feltrinelli ha detto: “Aveva capito che non avrebbe cambiato il mondo con i libri, o l’avrebbe cambiato troppo lentamente. Tentai di fermarlo. Lui mi lasciò. Nel mio diario scrissi: “He’s lost”, è perduto”. La sua morte,  “certo non è stato un incidente”.

Da chi fu ucciso? “Non lo so. Era un uomo scomodo. Troppo scomodo, troppo libero, troppo ricco; troppo tutto. Era tenuto d’occhio da cinque servizi segreti, inclusi Mossad e Cia. E ovviamente quelli italiani. Forse sono stati loro. Lui sapeva di Gladio e dei loro depositi di esplosivi. Per difendersi da Gladio fondò i Gap, reclutando ex partigiani e giovani rivoluzionari. Temeva un golpe di destra; e non era una paura immaginaria.

“I giornali pubblicarono la foto del cadavere di uno sconosciuto: lo riconobbi subito. Tra i poliziotti lo riconobbe il commissario Calabresi. Venne qui a casa alle sei del mattino, a interrogare il portiere. Solo dopo mi portarono all’obitorio. È uno dei tanti misteri italiani irrisolti. Come la morte del nostro amico Pasolini. Anche lui un uomo scomodo”.(ANSA).

Abbiategrasso (Milano). Luca Adami morto annegato in un tombino: gli erano cadute le chiavi

Napoli, il giorno dopo gli scontri di piazza. De Magistris sulla graticola, Salvini lo vuole in galera: “L’atteggiamento di De Magistris è pazzesco. Da fuori arrivavano le cronache di scontri violenti. Di cassonetti e di auto bruciate. Di sassaiole e bombe carta. Per chi fa cose del genere, il posto giusto è la galera. Ma che un sindaco, e anche il governatore Emiliano, li vezzeggino, per giunta da ex magistrati, è una cosa di cui dovranno rispondere alla città”.

“De Magistris dovrebbe dimettersi invece mi accusa di essere un nazifascista. Lo porterò in tribunale. Il responsabile di quello che è successo oggi a Napoli è lui, amico dei centri sociali”.

Luigi De Magistris a Enzo Quaratinno dell’ Ansa: “Vorrei riproporre le immagini del corteo: un fiume di diecimila persone che partecipavano ad una manifestazione pacifica, dove prevalevano unicamente l’orgoglio dei napoletani, l’ironia e il forte contenuto politico dell’iniziativa. Le immagini finali feriscono la potenza politica di quella manifestazione, dagli alti contenuti democratici. Prendo le distanze dai violenti che non incarnano lo spirito autentico, pacifico, della città che io rappresento”.

Ma per lui la colpa è di Salvini, che “non ha voluto ascoltare il messaggio di buon senso del sindaco e dell’amministrazione. Noi non abbiamo mai detto ‘no Salvini a Napoli’. Il sindaco ha semplicemente espresso la contrarietà ad un’iniziativa assolutamente inopportuna: la presenza alla Mostra d’Oltremare, in un luogo dell’amministrazione o comunque riconducibile all’amministrazione, di un esponente politico, Salvini appunto, che si è distinto per apologia del fascismo, atteggiamenti xenofobi e razzisti. E che, all’insegna dello slogan ‘Napoli colera’, ha fatto della sua vita politica un atto di fede contro Napoli e il sud. Ma qualcuno non ha voluto sentire ed ha alzato a dismisura il livello dello scontro. Salvini avrebbe potuto benissimo essere a Napoli e fare la sua propaganda politica xenofoba e razzista in un altro luogo privato, non riconducibile all’amministrazione. Non ci sarebbe stata l’imposizione nei miei confronti, che ho solo difeso la città”.
Però non ha partecipato al corteo: “Non era il corteo del sindaco. Era stato indetto da pezzi della città vera, ed è stato un corteo molto bello. Fino a quando episodi violenti hanno sporcato la forza politica di quell’iniziativa. E’ assolutamente necessario distinguere tra i veri napoletani e i violenti che nulla a che fare con Napoli e la sua storia”.
Video: guerriglia in strada

Lo scandalo del Sole 24 Ore è un colpo mortale per Confindustria, l’affare si ingrossa. Paolo Colonnello rivela sulla Stampa, basandosi sulle carte giudiziarie: altre 5 società dietro le vendite gonfiate. La Procura: per il direttore del quotidiano un ingiusto profitto. Napoletano verso l’autosospensione. Domani Cda straordinario.

Sinistra in desarroi. Gentiloni: ‘Qui con il Pd per il futuro dell’Italia’Attesa per le conclusioni di Renzi diretta tv

Orfini: “Aperti a Pisapia” / Orlando da Roma: “Che errore scissione”

In India, invece, trionfo personale del premier Narendra Modi nelle elezioni svoltesi in cinque Stati (Uttar Pradesh, Punjab, Uttarakhand, Goa e Manipur) per rinnovare i Parlamenti locali. Il Bjp (centro-destra) ha ottenuto una schiacciante vittoria in Uttar Pradesh (UP) e in Uttarakhand (dove prima non esisteva), mentre il Congresso di Sonia e Rahul Gandhi, duramente sconfitto in UP, si e’ imposto in Punjab.

Modi: “Sta nascendo una nuova India”

Quello che la sinistra non vuole vedere

La grande beffa dei ticket: “I veneti pagano il quadruplo dei siciliani”Squilibri Nord-Sud su analisi e visite. Allarme falsi esenti

Nella Marca più tasse e meno servizi: dal 2008 persi 56 milioni. Cgil diffonde i dati relativi ai bilanci comunali: trasferimenti ai Comuni al minimo. Il segretario Paolino Barbiero: «Così sarà impossibile mantenere i servizi sociali»

Carabinieri sotto inchiesta in Lunigiana, Aulla in piazza per difenderli.: «La Procura sta mal interpretando la realtà della strada penalizzando l’esecuzione della nostra sicurezza»; ancora: «Conosciamo bene quei ragazzi in divisa e conosciamo anche coloro che li hanno accusati, sono quelli da cui ci proteggevano».

Modena. Tabaccai rapinati e choccati: “Non ce la facciamo, vendiamo”. 

Bandito incappucciato e con un coltellaccio prende 500 euro dalla cassa della tabaccheria di via Costa a Modena. Per i gestori è il primo e traumatico assalto in 56 anni di attività. “Come facciamo ad andare avanti così, rischiando altre rapine dopo tanti anni di lavoro? Non sappiamo difenderci e non siamo pronti. Basta, meglio cedere l’attività e ritirarci”

Venezia. Rialto vive nel terrore, i negozianti dicono basta: «Ci difenderemo così»

 

 

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