Ammazzano di tasse gli italiani ma per gli stranieri “paradiso fiscale”

Ammazzano di tasse gli italiani ma per gli stranieri "paradiso fiscale"
Ammazzano di tasse gli italiani ma per gli stranieri “paradiso fiscale”. Nella foto, il ministro all’Economia PIer Carlo Padoan
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Ci ammazzano di tasse (la metà di noi che le paga) e ora vogliono fare dell’ Italia un paradiso fiscale: pensano a una imposta unica da 100mila euro l’anno per attirare i ricchi stranieri e farli venire a risiedere in ItaliaPubblicato il provvedimento sulla ‘flat tax’ prevista dalla Stabilità.

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Orlando candidato segretario del Pd, dimostra di avere capito ben poco di quello che sta succedendo: “Se non ricostruiamo le prossimità questo Pd ce lo giochiamo e questa cosa non me la perdonerei. Al referendum hanno votato no  non solo quelli che non ce la fanno più ma anche quelli che hanno paura di non farcela”.

E vai con questa storia della miseria, evviva gli evasori totali che fanno parte della schiera dei poveri. Non ha capito che i problemi sono altri.

Invece di fare dichiarazioni e proclami, basterebbe una inchiesta fatta bene e scoprirebbero chi diffonde i segreti. Il Csm: «Basta fughe di notizie»

Mentre i due commessi della Lidl di Follonica sono sempre sospesi in attesa di licenziamento per avere chiuso due rom in una gabbia, a Roma Virginia Raggi vuole dare la multa a chi rovista nei cassonetti. Laura Bogliolo rivela sul Messaggero:

“Ci provò Gianni Alemanno, ma la l’idea rimase nei cassetti del Campidoglio, contrastata con fermezza dagli ambienti del volontariato, soprattutto dall’associazionismo cattolico. Il tema del «divieto di rovistaggio nei cassonetti» è una pietra sulla quale l’amministrazione capitolina già inciampò: era il 2008, ai tempi delle ordinanze anti-degrado, contro i lavavetri, i parcheggiatori abusivi e la prostituzione ad esempio. Quella anti-rovistaggio venne vista come una guerra contro i poveri e il sindaco di destra fu costretto a rinunciarci. Ora è Raggi a rilanciare il divieto.
Tra i divieti, quello di setacciare i secchioni alla ricerca, molto spesso, di materiale da rivendere nei mercatini abusivi creando tra l’altro anche problemi igienico-sanitari. Ai tempi della giunta Marino: nel febbraio del 2015 l’allora assessore alle Politiche Sociali Francesca Danese lanciò l’idea di affidare la raccolta differenziata ai rom, «visto che sono molto bravi a recuperare materiale in disuso». Ora il divieto di setacciare tra gli oltre 40.000 cassonetti romani è tornato nei corridoi capitolini.

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