Italia divisa sulle 2 rom alla gogna: indignarsi non basta senza capire i perché

Dividono l’ Italia le due rom chiuse in gabbia perché rovistavano fra i rifiuti di un supermercato Lidl a Follonica. I carabinieri indagano se si tratti di sequestro di persona, imputati i due commessi autori dello “scherzo”. Si sono difesi dicendo che quella era area privata e che loro rischiano il licenziamento se manca qualcosa, anche i rifiuti. Ora sembra che li vogliano licenziare per il guaio combinato.

L’ Italia è divisa in due, fra i pochi che la pensano come me, che i due commessi andrebbero severamente puniti e magari le due rom premiate  con una pensione a vita; e i tanti che difendono i due commessi e lanciano petizioni perché non vengano mandati via. Non si tratta di energumeni scatenati e razzisti, a leggere i commenti che affollano i siti internet, è una voce che viene dal profondo dell’ Italia normale, quella che lavora, non pontifica, non va ai convegni, non partecipa ai talk show e non ne può più.

Per confrontare due opinioni vedere questo VIDEO e questo VIDEO.

 

Diciamo subito che quello che i due giovanotti di Follonica hanno fatto è pessimo. Dovevano chiamare subito i carabinieri e fermare le due donne in attesa del loro arrivo. Questo andava fatto a prescindere dai se e dai ma.  Certo non dovevano irriderle e metterle alla gogna, quasi in senso letterale, Nessuno può sottoporre il suo prossimo a sevizie, gogne e quant’altro. Non lo deve fare anche se usa Facebook in luogo della porta della città dove esporre la gabbia. Ci sono le leggi, ci sono le forze dell’ordine. Non se ne esce. Il caso di Follonica è un esempio per quanto piccolo di giustizia fai da te. Se si scivola su questo piano inclinato si torna al guidrigildo, ai tempi dei barbari longobardi, non dei raffinati lumbard in canottiera e felpa.

Però non basta enunciare i principi, prendersela col silenzio di quanti, quasi tutti, tacciono (tacciono forse perché dovrebbero condannare i due commessi ma sanno che troppi italiani li approvano). I problemi non si risolvono indignandosi, non bisogna prendersela con i politici perché non aderiscono alla esacrazione collettiva. Bisogna prendersela con i politici perché non capiscono le cause di episodi come quello di Follonica e non fanno nulla per rimuoverle Non si può chiedere a milioni di cittadini atti di testimonianza e di martirio. Bisogna governare, non solo sfornando leggi su leggi più meno pleonastiche (femminicidio ad es.), bisogna anche farle rispettare. Altrimenti si torna alla casella numero uno: liberi tutti, vince il più forte fisicamente. E nel procedere, il sistema implode.

Gli italiani sono razzisti come tutti, razzisti e classisti. Finora non hanno dato prova, sul territorio nazionale, di troppo razzismo. Nelle esperienze coloniali qualcosa di diverso è avvenuto, allineato alle peggiori canaglie francesi, inglesi, spagnole, olandesi, portoghesi, tedesche e quant’altri.. Fino a ieri in Italia non ci sono stati grandi fenomeni imbarazzanti perché c’erano pochi stranieri.  Ora è cambiato tutto perché non solo gli stranieri sono milioni e spesso sono tanto tanto diversi: per usi, costumi, lingua, accenti, cucina, odori. Ma anche perché lo straniero compete con le nostre fase pi deboli, più povere, più ignoranti, più fannullone, sul posto di lavoro, in termini di disponibilità, paga, produttività.

Spesso il contrasto o il conflitto nascono da motivazioni banali, stupide, nevrotiche. A volte le cause sono serie, ma alla fine tutto finisce qui. Io so che devo rispettare la legge, ma la legge deve rispettare me. Questa è l’altra metà del principio sopra enunciato. La maggioranza deve rispettare la minoranza, ma la legge, che fa da cerniera al rapporto fra maggioranza e minoranza, deve essere applicata da chi è preposto a farla rispettare. Magistrati in pole position.

Se scendiamo dal mondo delle idee alla vita di tutti i giorni, sappiamo che se i due commessi di Follonica si fossero comportati secondo le regole, i carabinieri sarebbero arrivati, avrebbero verbalizzato e avrebbero rimandato le due donne alle loro roulottes. Se la pratica fosse arrivata a un magistrato, è verosimile che tutto sarebbe finito con una archiviazione. Ora invece ci sono serie probabilità di una qualche condanna. Intanto, il giorno dopo le due donne sarebbero tornate allo Ldl. Ora, se non altro, hanno già detto che “boicotteranno” i negozi della catena. Quod erat in votis.

Detto questo, trovo insopportabile Saviano, sempre pronto a moraleggiare, a impartire lezioni su tutto, dalle colonne di Repubblica come dagli studios di Maria De Filippi. E trovo insopportabile Salvini: cerca voti, fa il suo mestiere in modo molto più dignitoso di Beppe Grillo ma resta un arruffapopolo volgare e pericoloso.

Non è col moralismo e con le prediche che si risolvono i problemo. Ci voglio nervi saldi e coerenza, fermezza e anche un po’ di durezza.

I politici preferiscono guardare dall’altra parte: un bel predicozzo che non ammette repliche, una dichiarazione alle agenzie e poi via al bar o in birreria. Questo è foriero di maggiori guai.

Detto questo segnalo l’ editoriale pubblicato domenica 26 febbraio sul Tirreno di Livorno, giornale del territorio, a firma del direttore Luigi Vicinanza, già direttore di altri giornali, ultimo l’ Espresso e capo redattore di Repubblica. Non viene dalla Lega né da Casa Pound. Era un giovane comunista, è rimasto sempre di sinistra. Ma il bagno di realtà sulla costa della Toscana ha portato a queste sacrosante parole:

“Le nostre città stanno covando odio. Gli operai contro i rom. I disoccupati contro gli immigrati. È razzismo? O piuttosto il razzismo si alimenta negando i problemi? Servirebbero progetti, buone pratiche. Invece prevale la speculazione politica.

Nel cortile di un supermercato di Follonica, in quel cassonetto delle nostre vergogne si è condensata tutta la violenza di cui l’Italia ribolle. Il video documenta rapporti umani degradati. I due operai, con quel gesto carico di ignoranza e violenza, hanno creduto addirittura di poter acquisire delle benemerenze.

Le due donne rinchiuse nel cassonetto hanno sentito bruciare sulla pelle il risentimento di chi vede nei comportamenti di gruppi di rom un continuo pericolo per i propri beni e un’ostentata violazione delle regole. Le nostre città, grandi o piccole che siano, stanno covando odio. Gli operai contro i rom. I disoccupati contro gli immigrati. E’ razzismo? O piuttosto il razzismo si alimenta facendo finta di nulla, negando i problemi? Servirebbero idee, progetti, buone pratiche. Prevale invece la speculazione politica. Così Matteo Salvini è subito salito sulla ruspa del razzismo, paladino dei due sciagurati operai, solleticando gli istinti più violenti delle masse.

Il Pd nelle sue variegate articolazioni ha condannato l’atto di violenza, il minimo che possa fare, galleggiando sul malessere sociale. Il Movimento 5 Stelle ha taciuto come sa fare quando rischia di scontentare gli elettori un po’ di qua e un po’ di là. La debolezza del pensiero politico dominante è infatti una concausa del degrado. La violenza del linguaggio giustifica la violenza dei comportamenti. In una spirale angosciante. Fino al prossimo video-choc. Buona domenica dunque ai costruttori di pace”.

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