Lo stadio della Roma nasce nella puzza: volumi a metà, oneri pesantissimi e dicono “Evviva”

Lo stadio della Roma nasce nella puzza: volumi a metà, oneri pesantissimi e dicono "Evviva"
Lo stadio della Roma nasce nella puzza: volumi a metà, oneri pesantissimi e dicono “Evviva”. Nella foto: Virginia Raggi saluta e se ne va

Lo stadio della Roma scivola nel lepego. Per Beppe Grillo è una bomba a orologeria. Il Messaggero solleva il velo. Sarà stato tutto legale, ma la morale, amici e compagni, dice altro. Non lo vedrete come scandaloso, certo è imbarazzante. In principio fu Ignazio Marino, l’amico di Bersani, sempre troppo tardi dimissionato. Luca Parnasi, il costruttore che deve realizzare lo stadio, aveva finanziato tanti consiglieri comunali, a sinistra e a destra, i più nella futura maggioranza Pd. Non tutti votarono il progetto, che però venne approvato. Poi è arrivata Virginia Raggi, quella che lavorare allo studio Previti era come fare la baby sitter. Stava approvando tutto seppellendo sotto un monte di calcinacci morali la purezza del Movimento 5 Stelle.

C’è stata la rivolta, che ha messo a nudo l’inconsistenza di Beppe Grillo: prima sì, poi no, poi altrove. Alla fine il progetto è passato, con le cubature ridotte alla metà. Il pericolo, sottolinea il Messaggero, del costruttore Caltagirone, è che in una città aggravata da milioni di vani invenduti, altri milioni di metri cubi buttati sul mercato possono solo deprimere ulteriormente il mercato.

Le ultime ore di trattativa sono state drammatiche, con la Raggi ricoverata in ospedale 9 ore per il mal di cuore, comparsa alla fine come la Madonna per cantare vittoria: “Uno stadio fatto bene” ha proclamato sul blog di Beppe Grillo.  Prima di incontrare in Campidoglio il costruttore Luca Parnasi e il ds della Roma Mauro Baldissoni, in rappresentanza del presidente James Pallotta, la Raggi aveva visto i consiglieri M5s della maggioranza per confrontarsi. L’accordo che è emerso, riferisce Repubblica, prevede il taglio del 50 per cento delle cubature previste dal progetto originario (il 60% in meno per la parte relativa al Business Park).

La lezione dei tassisti ha fatto strada. Centinaia di ultras romanisti sotto le finestre del Campidoglio, mentre il proprietario americano salvatore della Roma minacciava di vendere i migliori calciatori. A cose fatte, tutti felici. Un Americano a Roma, James Pallotta, parla inglese ma a Roma sono tutti poliglotti, come Alberto Sordi:  “The next chapter begins [comincia un nuovo capitolo]. Forza Roma”.

Non s’è mai visto uno che gli tagliano a metà i guadagni, gli impongono oneri straordinari pesanti, e dice, come ha fatto il dg dell’As Roma Mauro Baldissoni:  Siamo molto orgogliosi di aver raggiunto un accordo che migliora il progetto con un intervento importante. È un giorno storico”.

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